Lula in carcere: democrazia brasiliana in pericolo?

By | 17 aprile 2018

lula-arresto-corruzioneLa democrazia, in Brasile, è in pericolo. Se lo stanno domandando in molti, nel mondo, dopo l’arresto dell’ex presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva, meglio conosciuto come Lula. Quest’ultimo, indubbiamente favorito alle prossime presidenziali, ha affermato di essere ‘sereno ma indignato’ per il trattamento che sta ricevendo dalla giustizia brasiliana. Lula, il presidente più amato, è stato arrestato ed ora si trova in una cella di Curitiba, località nel Sud del Brasile. L’ex presidente brasiliano è in carcere dallo scorso 7 aprile perché condannato a 12 anni per corruzione e riciclaggio di denaro sporco. E se fosse un tentativo per toglierlo di mezzo, un modo per non farlo correre alle prossime presidenziali, che rischierebbe di vincere? Sono solo supposizioni, per carità; non vogliamo assolutamente far adirare gli haters di Lula.

Lula si dice innocente

Lula continua a dire di essere innocente, bollando il suo arresto come il tentativo di non farlo candidare alla presidenza del Brasile. Lula definisce ‘politico’ il suo arresto. ‘Sono tranquillo, ma indignato come qualsiasi innocente davanti a un’ingiustizia. Sono molto grato per la vostra resistenza e la vostra presenza a questo atto di solidarietà’, ha scritto l’ex presidente brasiliano in una lettera consegnata dai suoi legali a Gleisi Hoffmann, presidente del Partito dei Lavoratori, fondato anche da Lula quasi 40 anni fa. In Brasile i sostenitori di Lula hanno organizzato tante manifestazioni di solidarietà all’ex presidente brasiliano. Si protesta contro un arresto ingiusto davanti alla sede della Polizia di Curitiba, dove attualmente si trova Lula.

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Il magistrato Sergio Moro reputa Lula responsabile di molti reati e per questo l’ha condannato. Moro è l’emblema dell’anticorruzione in Brasile, simile all’italiano Antonio Di Pietro durante la stagione di Tangentopoli. Moro però è finito anche nel mirino dei sostenitori di Lula e di tutti quelli che credono in un progetto occulto per allontanare l’ex presidente brasiliano dal mondo della politica. Nelle ultime ore, molti fan di Lula hanno occupato una parte dell’appartamento dell’ex presidente, quello sulla costa di San Paolo, che secondo i giudici rappresenta un regalo fatto all’ex presidente in cambio di favori. ‘O rilasci Lula o non ci sarà tregua!’ hanno gridato tanti attivisti del Fronte del Popolo senza Paura e del Movimento dei Lavoratori senza Tetto nell’immobile di Guaruja dove c’è la casa di Lula.

Democrazia brasiliana messa a dura prova

La retata anticorruzione ha portato in carcere anche il politico più popolare in Brasile. Giustizia è fatta ma la democrazia brasiliana adesso è messa a dura prova. Luiz Inacio Lula da Silva, qualora dovesse correre alle prossime presidenziali, avrebbe molte possibilità di diventare nuovamente presidente del Brasile. Lula ha molti sostenitori, è amato e popolare. Per i giudici però è un corrotto. La corsa alle elezioni presidenziali si fa dura per Lula, sempre acclamato per le sue battaglie contro le diseguaglianze e la povertà. Non dimentichiamo che lo stesso Barack Obama aveva proclamato Lula come ‘il politico più popolare sulla terra’.

L’arresto di Lula è solo l’ultimo effetto di indagini partite 4 anni fa contro presunti episodi corruttivi che avrebbero coinvolto il colosso edile Odenbrecht e la compagnia petrolifera statale Petrobras. Dal blitz, denominato Operation Car Wash, sono scaturite molte condanne e arresti, anche di soggetti stimati e facoltosi. L’ondata anticorruzione ha portato una ventata di giustizia nella nazione più popolosa del Sudamerica ma ha destabilizzato il sistema politico, oggi privato di uno dei personaggi più popolari. La lotta alla corruzione ha avuto un impatto negativo sull’economia brasiliana, che è in recessione. Nel Paese è elevato il tasso di disoccupati. Insomma, la situazione socio-economica della nazione sudamericana non è certamente delle migliori.

Secondo alcuni sondaggi, Lula gode, nonostante l’arresto, di una popolarità maggiore di qualsiasi politico brasiliano. L’arresto però rende improbabile, se non impossibile, la sua candidatura alle elezioni presidenziali di ottobre. I legali di Lula vogliono dimostrare l’incostituzionalità dell’arresto. La sinistra brasiliana ha iniziato il suo lento e inesorabile processo di frammentazione. Perché diciamo questo? Beh, basta sottolineare che Lula è stato arrestato, il suo successore Dilma Rousseff è stata messa sotto accusa per aver violato le regole del budget; ed ora Michel Temer, è accusato di corruzione. La popolarità dell’attuale presidente brasiliano è veramente bassa. Operation Car Wash ha avuto molto successo sul fronte del contrasto della corruzione ma finora non è stato fatto molto per risistemare il sistema giudiziario brasiliano. C’è il rischio di una deriva autoritaria, dell’avvento di populismi e della neutralizzazione della democrazia.

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