Maestra insegna agli alunni come assistere compagno epilettico

By | 7 aprile 2018

maestra-epilessia-riccioneElena Cecchini non è solo una maestra: è una campionessa di solidarietà. L’obiettivo della signora Cecchini non è solo quello di insegnare ai ragazzi l’italiano, la storia, la geografia e le altre materie, ma anche spiegare bene il rispetto e la fratellanza. Insegnare la solidarietà ai bimbi significa creare adulti che non si tirano indietro davanti a una persona che ha bisogno d’aiuto.

Ogni alunno ha un compito

La maestra Elena lavora in una scuola di Riccione e, recentemente, ha assegnato ai suoi alunni compiti diversi, in modo da gestire nel modo migliore eventuali crisi epilettiche di un bimbo in classe. La Cecchini ha assegnato incarichi semplici ma fondamentali agli alunni per fronteggiare in maniera ottimali le crisi di un bambino affetto di epilessia. Questa sì che si chiama educazione al rispetto del prossimo!

Tommaso e Alberto, in caso di crisi epilettica del compagno, devono chiamare subito il bidello; Lia, Luca e Vittorio invece devono prendere un medicinale dal cassetto; Giulia recupera il cuscino, Leo e Giordano escono dalla classe per chiedere rinforzi a un altro insegnante, Josef e Gaia danno il cellulare alla maestra e Diana resta accanto alla maestra per eventuali imprevisti.

Mamma del bimbo epilettico ringrazia la maestra Elena

La storia dell’immensa solidarietà della maestra Elena è stata raccontata su Facebook da Barbara Forbicini, la madre del bimbo epilettico: ‘La maestra ha spiegato a tutti i compagni cos’è l’epilessia… e cosa si può fare per aiutare e soccorrere in caso di un attacco. Come potete leggere ci sono le istruzioni per tutto: l’ insegnante soccorre il bambino, i compagni hanno volontariamente un incarico di aiuto. Chi prende il farmaco, chi avverte i bidelli, chi prende dall’armadietto il cuscino… ecc. Preparandosi così ad essere utili e a reagire in caso di necessità’.

L’attività svolta dalla maestra per l’alunno affetto da epilessia è considerevole. Lo ha rimarcato la signora Forbicini sul popolare social network: ‘Ha compiuto un gesto di estrema importanza perché li ha resi partecipi e preparati per una cosa importantissima: aiutare. Questo è un grande insegnamento di solidarietà. Questi bambini un giorno per strada si fermeranno ad aiutare chi ha bisogno e non si volteranno dall’altra parte. Io ho il magone in gola perché so che in classe non vedono l’ora di avere il nome scritto lì sopra. Mio figlio sta vivendo tranquillo non solo per noi a casa che cerchiamo di fare un cammino amorevole ma anche perché ha risposte così meravigliose dall’esterno ma che è sempre un ambiente dove vive. Grazie è poco maestra Elena Cecchini’.

Cos’è l’epilessia?

Ancora oggi l’epilessia è un tabù e le famiglie, spesso, tendono a nasconderla per evitare discriminazioni. Eppure, se tenuta sotto controllo, la malattia non dà problemi e si può condurre una vita normalissima. Forse è il caso che in Italia si faccia cadere il tabù sull’epilessia. Ci vorrebbero, per raggiungere tale scopo, più maestre come Elena Cecchini nelle classi.

Certe volte l’epilessia va via da sé con la pubertà, altre volte no e va tenuta sotto controllo. Quando si fa discute di epilessia si fa riferimento al una patologia del cervello connotata da continue crisi epilettiche o convulsive durante le quali il paziente sembra assente.

Federico Vigevano, coordinatore dell’Unità operativa di neurologia dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma ha detto che le crisi epilettiche ‘sono espressione di anomalie nell’attività elettrica dei neuroni, le cellule cerebrali. I neuroni comunicano tra loro attraverso scariche elettriche, ma può succedere che un gruppo più o meno esteso di neuroni scarichi in modo anomalo, eccessivo: ecco, quello è un focolaio epilettico, che dà origine alle crisi’.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.