Maglia del Pd al lavoro: titolare lo insulta

By | 13 luglio 2017

Reggio Emilia, maglietta con logo Pd al lavoro: 17enne licenziatoUn 17enne si è presentato al lavoro con una maglietta rossa di FestaReggio, col simbolo del Pd, ma è stato offeso pesantemente dal titolare dell’azienda. E’ successo la scorsa settimana a Cadelbosco, in provincia di Reggio Emilia. La storia è stata raccontata dallo stesso minorenne che, tramite un’agenzia, era riuscito a trovare un lavoro estivo per guadagnare qualcosa durante le vacanze estive. Il giovane, però, non avrebbe mai immaginato che il titolare di quell’azienda meccanica di Cadelbosco avrebbe dato così peso al suo outfit. Il 17enne ha rivelato di essere stato insultato solo perché aveva indossato una semplice ‘maglia di FestaReggio col logo del Pd sul luogo del lavoro’.

L’indignazione del figlio del titolare per quella maglietta rossa

Il 17enne emiliano non aveva avuto mai problemi nell’azienda. Aveva sempre lavorato serenamente ma venerdì scorso, quella maglietta rossa col simbolo del Pd aveva fatto irritare il figlio del titolare dell’azienda. I due hanno iniziato a discutere animatamente a causa dell’indumento. Il ragazzo, che frequenta l’istituto meccatronico, non avrebbe mai immaginato che la sua t-shirt sarebbe stata fonte di attrito con i superiori. Il padre dello studente-lavoratore ha detto: ‘Lo ha accusato gratuitamente di una presunta militanza, fino alle colpe della scuola che, secondo questo imprenditore, ha professori tutti del Pd che insegnano solo diritti e non doveri. Mio figlio l’ha indossata ingenuamente, non ci ha neppure pensato. Non voleva fare propaganda. Ha trovato questa maglietta dal cassetto perché era la prima che gli è capitata in mano per potersi mettere a lavoro, dato che l’azienda aveva consegnato solo due t-shirt ed è evidente che non bastano in una settimana’. Il ragazzo, davanti a quelle parole, avrebbe detto che non sarebbe stato più disposto a lavorare a tali condizioni. L’interlocutore, allora, avrebbe risposto: ‘Sei tu che vai via, non io che ti caccio’. Il 17enne ha lasciato l’azienda e non vi è più tornato. Il padre ha detto che il ragazzo gioca a football americano ed è molto rispettoso. Secondo l’uomo, sarebbe stato meglio se il figlio del titolare dell’azienda avesse chiesto gentilmente al ragazzo di non indossare più, sul luogo di lavoro, quella maglietta col logo del Pd.

Il 17enne è stato vittima di una discriminazione?

Il 17enne emiliano, secondo il padre, è stato vittima di discriminazione in azienda. Infuriato per l’accaduto anche il sindaco Cavallaro, che non accetta assolutamente licenziamenti fondati sulla divergenza di idee: ‘Licenziare per un’idea diversa dalla tua, no. Si viola un principio costituzionale. Personalmente mi preoccupano più queste forme di fascismo vivo che le patacche di qualche furbastro che si fa pubblicità al lido in spiaggia puntando sull’indignazione della gente. Poste che anche in questo caso le leggi vanno rispettate. Mi pare una cosa gravissima’. Il 17enne, mortificato per l’atteggiamento del figlio del datore di lavoro, ha chiesto un consulto al sindacalista della Nidl-Cgil Marco Barilli, secondo cui non c’è stato un vero licenziamento. Il ragazzo, infatti, non si presenterà più in azienda e non verrà più retribuito. Punto. Barilli ha affermato che si tratta di un caso insolito, che non gli è mai capitato, ma ormai non si meraviglia più di nulla perché i lavoratori hanno sempre meno diritti. I titolari delle aziende, invece, non corrono nessun pericolo. Per spuntarla, il 17enne emiliano dovrebbe avere dei testimoni e se anche venissero trovati, il datore di lavoro non rischierebbe nulla, eccetto un eventuale danno all’immagine.

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