Malato di Sla lasciato 11 ore sulla barella, la raggelante chiosa del direttore: ‘Non posso farci nulla’

By | 20 novembre 2017

Mercoledì scorso, un 76enne malato di Sla era stato portato al Pronto soccorso dell’ospedale Santo Stefano di Prato perché lamentava dolori lancinanti al petto. Ebbene, invece di ricoverarlo immediatamente, il personale sanitario l’ha lasciato 11 ore sulla barella. Il paziente gridava e piangeva per il dolore e nonostante ciò è stato lasciato sulla lettiga. Una vergogna italiana, che ha fatto indignare il malato e la figlia, oltre a tutti quelli che vorrebbero una sanità italiana efficiente e ben calibrata per affrontare qualsiasi situazione. Il direttore del Pronto soccorso di Prato, Simone Magazzini, non accetta le critiche, che rispedisce al mittente: ‘A 2 ore dall’arrivo del paziente al Pronto soccorso erano già arrivate tutte le risposte degli esami e anche la diagnosi con la richiesta di ricovero. La mancanza dei posti letto? Non è colpa mia. La domanda dovrebbe essere girata alla direzione dell’ospedale’.

Figlia del malato scrive ai politici della Regione

I soliti scaricabarile italiani. Sono tanti i soggetti, spesso importanti, che fanno spallucce quando vengono accusati. Scaricabarile che finiscono sempre per danneggiare i più deboli, ossia i cittadini. Stavolta la vittima della malasanità italiana è un anziano malato di Sla, lasciato su una barella, al Pronto soccorso, per 11 ore.

La figlia del paziente, indignata, ha scritto ed inviato una lunga lettera a diversi esponenti politici della Regione, come Stefano Mugnai, capogruppo FI e Stefano Scaramelli, presidente della commissione Sanità.

Magazzini reputa efficiente il Pronto soccorso e sottolinea che il malato di Sla è stato prontamente trattato: “11 ore di attesa rappresentano un tempo complessivo ‘normale’ rispetto al periodo dell’anno in cui ci troviamo. La presa in carico del paziente è stata pressoché immediata, come da protocollo trattandosi di una persona affetta da patologia grave. C’è da tenere presente che ricoveriamo in area medica l’8% delle persone che arrivano al Pronto soccorso e che non esistono corsie preferenziali. Non faccio discriminazioni: in quell’8% ci sono per lo più soggetti ultraottantenni ritenuti a rischio. Quando si parla di ‘tempi rapidi’ si intende la presa in carico del paziente. E in questo caso la risposta è stata immediata”.

Per il direttore del Pronto soccorso, il problema vero non è l’efficienza della struttura sanitaria, visto che il malato di Sla è stato preso in carico subito, ma la carenza di posti letto: ‘Non sono contento che l’anziano sia rimasto su una barella per 11 ore ma su questo aspetto non posso farci nulla. L’intervento di mercoledì è stato aperto alle 6 e si è chiuso alle 15.45, un tempo del tutto normale e nella media degli altri ospedali limitrofi. Il paziente è stato ricoverato in area medica alle 17, giusto il tempo di preparare il trasferimento… Ho ricostruito quello che è successo non saprei che altro ci sia da indagare. Spero che la situazione dei posti letto trovi una soluzione. L’azienda farà le sue valutazioni’.

Un tempo di attesa del tutto normale?

Il direttore dell’ospedale di Prato, Paolo Biagini, non vuole certo giustificare quanto accaduto nel nosocomio toscano ma ricorda che situazioni simili accadono in tutti gli ospedali italiani. La problematica della mancanza dei posti letto, infatti, è una piaga del Bel Paese.

Tanti pazienti, in Italia, sono costretti a trascorrere moltissime ore sulle barelle, nei Pronto soccorso italiani. Pazienti che vengono privati della loro dignità.

Gian Alfonso Cibinel, presidente della Simeu (Società italiana di medicina di emergenza urgenza) aveva detto, 2 anni fa, che i pazienti italiani aspettano in media più di 24 ore in barella al Pronto soccorso e, purtroppo, corrono il rischio di restare su una lettiga anche diversi giorni, in attesa del ricovero. Per quale motivo?

Secondo l’associazione dei medici di emergenza, il problema è riconducibile al continuo taglio di posti letto nei nosocomi italiani.

‘Da circa un mese nei Pronto soccorso si è accentuato il problema cronico del sovraffollamento, conseguente alla impossibilità di ricoverare i pazienti in ospedale per mancanza di posti letto; la permanenza media in barella quindi è ormai di oltre 24 ore in molti ospedali metropolitani, con punte di alcuni giorni’, aveva aggiunto Cibinel, evidenziando che in nazioni come Canada e Regno Unito, il tempo medio d’attesa è di circa 4-6 ore.

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