Maresciallo dei carabinieri si suicida in caserma: lutto a Pizzo

By | 1 luglio 2017

Maresciallo dei carabinieri si suicida a PizzoUn altro appartenente alle forze dell’ordine italiane che decide di togliersi la vita. Stavolta a compiere il gesto estremo è stato un maresciallo dei carabinieri di Pizzo, in provincia di Vibo Valentia. Il 37enne Paolo Fiorello ha usato la sua pistola d’ordinanza per spararsi un colpo in testa nel suo ufficio. Ignote attualmente le cause del suicidio. Paolo era diventato da poco tempo comandante della stazione dei carabinieri di Pizzo. I primi a fare la macabra scoperta sono stati proprio i colleghi del maresciallo, che subito hanno chiamato i soccorsi. Non c’è stato nulla da fare, però, per il 37enne originario di Calatafimi e figlio di un carabiniere.

La comunità di Pizzo è incredula

La comunità di Pizzo è sotto choc per il tragico episodio avvenuto nelle ultime ore. Perché Paolo Fiorello, maresciallo dei carabinieri stimato da colleghi, conoscenti, amici e parenti ha deciso di compiere un gesto del genere? Perché ha voluto lasciare tutti i suoi cari improvvisamente? La Procura di Vibo Valentia ha già disposto l’autopsia, precisando che si tratta di un atto dovuto, visto che non ci sono dubbi sul fatto che Paolo Fiorello si è suicidato. Un evento doloroso che ha sconvolto Pizzo. Nella cittadina calabrese è già stato proclamato il lutto cittadino. Quel maresciallo, da poco al comando della locale stazione dei cc, era apprezzato da tutti e, più volte, il suo nome era stato suggerito per encomi e promozioni. Perché una persona integerrima a un certo punto arriva a decidere di togliersi la vita? Intanto sulla vicenda indagano i colleghi della vittima, diretti dalla Procura di Vibo Valentia.

Sconvolti per il suicidio del maresciallo Fiorello anche il comandante della Compagnia dei carabinieri di Vibo Valentia, Piermarco Borretaz, e il colonnello Gianfilippo Magri, entrambi arrivati sul luogo della tragedia. Vissuto in una famiglia di carabinieri (oltre al padre, morto qualche anno fa, è militare anche il fratello) Paolo si è sempre distinto per la sua grande umanità e per il suo non comune senso del dovere. Tutti quelli che hanno avuto modo di conoscerlo solo increduli. Sconvolto per il suicidio del maresciallo Fiorello anche il sindaco di Pizzo, Gianluca Callipo, attualmente lontano dal Comune calabrese per incombenze nell’Anci. Il primo cittadino ha spiegato che la comunità è veramente desolata per la morte del carabiniere Fiorello, diventato, negli ultimi anni, un vero punto fermo a Pizzo: ‘La sua scomparsa dunque rappresenta una grave perdita per l’intera città, letteralmente annichilita da questa tragica notizia’. Il sindaco ha posto espresso le sue più sentite condoglianze ai parenti del maresciallo suicida, ai colleghi, al capitano Borettaz e al colonnello Magro.

Paolo Fiorello: grande servitore dello Stato

Carabiniere come padre e fratello, Paolo Fiorello era stato sempre orgoglioso di indossare l’uniforme di carabiniere. Il 37enne era un grande servitore dello Stato, solerte e coraggioso. Lo scorso 5 giugno 2017, in occasione del 203esimo anniversario della Benemerita, il maresciallo aveva ricevuto l’ennesimo riconoscimento perché, precedentemente, aveva affrontato un rapinatore in una tabaccheria e, dopo una breve colluttazione, lo aveva arrestato. Secondo i colleghi, nulla aveva mai fatto presagire le intenzioni suicide del maresciallo.

Un altro carabiniere, stavolta un sottufficiale, si è tolto la vita in Italia. Paolo Fiorello non aveva mai dato segni di instabilità psicologica, di depressione e ansia. Eppure, per arrivare a compiere un gesto del genere, non stava sicuramente vivendo un bel momento. Alla base di episodi del genere ci sono quasi sempre stress e disagio. Probabilmente era un momento in cui Paolo vedeva il bicchiere mezzo vuoto e, come molti altri suoi colleghi, aveva pensato che la morte sarebbe stata la soluzione a tutti i problemi.

La psicologa, criminologa ed esperta in psicologia d’emergenza Maria Grazia Santucci ha affermato che le forze dell’ordine si trovano spesso a fronteggiare situazioni particolari, al limite, e ciò rappresenta un problema specialmente quando si dispone di una pistola. Come evitare suicidi tra i carabinieri? La ricetta, secondo la Santucci, è ascoltare, monitorare, dare consigli e, soprattutto, sottoporre più spesso i militari a visite e controlli. L’esperta è stata anche psicologa di molti membri delle forze dell’ordine, specialmente finanzieri, quindi è riuscita ad afferrare cosa ‘frulla’ spesso nella testa di tali soggetti: ‘Mi raccontavano che quando stavano male non lo potevano dire a nessuno, perché se mostravano di essere depressi venivano allontanati dal loro e messi a riposo, in malattia, non potevano magari progredire con la carriera. E questo rappresenta un vero problema…’.

Forse anche il maresciallo Paolo Fiorello stava male, aveva qualche problema, ma non lo diceva a nessuno perché aveva timore delle ripercussioni. Tutti lo amavano e stimavano, tutti lo reputavano un uomo valido e coraggioso. Ogni anno, fanno la fine del maresciallo di Pizzo moltissimi appartenenti alle forze dell’ordine. La psicologa Santucci ha aggiunto: ‘Le forze dell’ordine sono persone particolarmente vulnerabili, hanno con loro armi che rappresentano strumenti per commettere stupidaggini. Sono persone a rischio perché fanno un lavoro a rischio…’. Qual è dunque il modo per salvare i carabinieri e tutti gli appartenenti alle forze dell’ordine? Beh, l’ascolto e i consigli rappresentano già strumenti adeguati per arginare l’ondata di suicidi di militari.

Paolo Fiorello come Licia Gioia

Il Sud Italia è stato scosso nuovamente da una vicenda traumatica, che vede protagonista un carabiniere. A suicidarsi come il maresciallo Paolo Fiorello, qualche mese fa, è stata la 32enne Licia Gioia, sottufficiale di origini romane in servizio a Siracusa. La donna si sparò un colpo di pistola nella sua villetta, in contrada Isola. In casa c’era anche il marito della Gioia, Francesco Ferrari, rimasto ferito perché aveva cercato di toglierle la pistola. Secondo i primi accertamenti, moglie e marito stavano discutendo vivacemente sul letto, uno davanti all’altra. A un certo punto il litigio è degenerato. La Gioia ha preso la pistola d’ordinanza ed ha premuto il grilletto. Il 45enne non è stato in grado di evitare il peggio, restando ferito al femore. Sul posto sono arrivati subito le forze dell’ordine per svolgere i primi accertamenti e ricostruire la dinamica della tragedia. La donna, originaria di Roma, era in servizio a Siracusa da un paio di anni; il marito, invece, era pugliese. I due si erano conosciuti quando prestavano servizio presso gli uffici del tribunale di Siracusa.

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