Meningite, allerta in Campania: 50enne morta al Cotugno

By | 26 luglio 2017

Meningite, donna morta in CampaniaE’ allerta meningite in Campania. La scorsa notte è morta la donna che era stata ricoverata all’ospedale Cotugno di Napoli. Alla 50enne Paola De Nicola era stata diagnosticata la meningite. Inizialmente la signora era stata trasportata all’ospedale Santa Maria delle Speranze di Battipaglia con i sintomi tipici della malattia; poi le sue condizioni sono peggiorate ed è arrivato il decesso. L’allarme meningite era scattato ieri, dal momento in cui gli esami di laboratorio avevano permesso ai medici di scoprire che la febbre alta e il male alla nuca erano dovuti a un’infiammazione delle meningi. I medici del nosocomio di Battipaglia si erano subito messi alla ricerca di un posto in un reparto di infettivologia. Tra tutti gli ospedali campani, quello disponibile è risultato il Cotugno ma il personale sanitario di tale ospedale non è riuscito a salvare la donna. Secondo le ultime informazioni, quando la signora era arrivata nel nosocomio napoletano le sue condizioni erano molto gravi.

Escalation di casi di meningite in Campania

Torna l’incubo meningite in Campania dopo il decesso della signora Paola De Nicola. Forse adesso è il momento di allarmarsi. Si attendono comunicati delle autorità sanitarie campane e, perché no, del Ministero della Salute. Fino a qualche mese fa, le autorità avevano rassicurato la popolazione sul fatto che in Campania non vi fosse un’epidemia. Adesso è cambiato qualcosa, oppure no? Una cosa è certa: i casi di meningite in Campania sono in aumento. Considerando solo l’ospedale Cotugno di Napoli, i casi sono passati dai 64 del 2015 agli 87 del 2016. Un incremento percentuale, dunque, di 36 punti. Un aumento importante ma tale da non far cadere in facili allarmismi.

Non si è gridato all’epidemia meningite in Campania per i batteri che la causa. In poche parole, ci si dovrebbe preoccupare se i casi fossero provocati sempre dal medesimo batterio. Maria Triassi, docente all’Università Federico II di Napoli, aveva spiegato: ‘In Campania questo non è avvenuto’. Dei 64 casi di meningite accertati al Cotugno, nel 2015, 23 sono stati causati da streptococcus pneumoniae e i restanti da germi diversi. Insomma, i casi campani di meningite non sono stati causati dallo stesso batterio.

L’opinione di Pregliasco

Di casi di meningite, negli ultimi anni, in Italia, se ne sono registrati parecchi ma gli esperti assicurano che non c’è da preoccuparsi. Solo qualche mese fa, il virologo Fabrizio Pregliasco aveva affermato: ‘L’allarme è solo conseguenza del clamore dato da stampa e tv. E ormai è un fenomeno sistematico, soprattutto quando vengono riportate le tristi storie di una malattia oggettivamente grave’. Pregliasco ricorda a tutti quelli che temono la meningite che l’unico modo per tenerla alla larga è la vaccinazione. Ovviamente, l’immunizzazione non deve riguardare solo i minori ma anche gli adulti e gli anziani. Riferendosi alle persone attempate, Pregliasco aveva precisato: ‘Al momento questa fascia di popolazione rappresenta una priorità solo in Toscana e per alcuni soggetti immunodepressi. Le varie regioni si stanno organizzando per far pagare un prezzo politico alle fasce che non rientrano nelle categorie prioritarie per la profilassi vaccinica’. Quando si parla di meningite, bisogna innanzitutto far riferimento ai sintomi, che non devono mai essere sottovalutati.

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