Mental coach per far lavorare i rom: a Roma accade anche questo

By | 25 luglio 2017

Mental coach pagati dalla Raggi per far lavorare i romCome fare per spingere i rom a lavorare? Reclutare mental coach. La sindaca di Roma, Virginia Raggi, sta pensando a un piano di inserimento nella società civile dei rom. L’obiettivo è spingere i nomadi a non essere più nomadi, quindi vivere stabilmente in una casa, e lavorare. Ovviamente per lavoro si intende un’attività onesta, non rubare nei negozi e sui mezzi pubblici. Ecco allora che subentra la figura del mental coach, ovvero un soggetto che, grazie alle sue competenze in campo psicologico, induce il rom a lavorare. Il Comune di Roma avrebbe già stanziato fondi per retribuire tali psico assistenti per nomadi. Questi dovranno trovarsi un lavoro e vivere in una casa, come tutti i cittadini romani. La domanda che sorge spontanea è: i mental coach riusciranno a far lavorare i rom? Una domanda più che lecita. L’unica cosa certa, al momento, è che la sindaca Raggi stanzia fondi per i rom. Chi amministra una città, ovviamente, è libero di fare ciò che vuole; l’importante è che non vi siano discriminazioni al contrario, perché altrimenti la rabbia dei cittadini sarebbe grande.

Le azioni per l’inclusione lavorativa delle comunità nomadi

A scoprire il piano della Raggi è stato il tabloid ‘Il Messaggero’ che, visionando il capitolato di gara del Piano Rom recentemente approvato dalla Giunta capitolina, si è accorto delle ‘azioni per l’inclusione lavorativa delle comunità nomadi’. Vista così sembra una bufala, invece è tutto vero. Il Comune di Roma pagherà delle persone per incitare i rom a lavorare. Un piano che suscita non poche perplessità. Dubbiosi sono anche coloro che dovrebbero essere contenti della decisione della Giunta Raggi. Massimo De Vivo, life mental coach con 20 anni d’esperienza alle spalle ha rivelato ai microfoni del Giornale: ‘Sperare di trasformare l’etnia rom in una comunità dalle caratteristiche occidentali è un progetto perdente in partenza. i nomadi appartengono a una cultura che non può essere irreggimentata in canoni sociali diversi, o addirittura opposti, alle loro tradizioni. La motivazione è come il coraggio manzoniano: se uno non ce l’ha non può darselo’.

Il rischio di spendere molto denaro per nulla

loading...

Il mental coach, a detta dell’esperto De Vivo, è una figura perdente se non trova ‘terreno fertile da coltivare’. I rom, secondo De Vivo, tutto sono eccetto che persone ricettive alla motivazione. Probabilmente la Sindaca Raggi la pensa diversamente e vuole rischiare di spendere molto denaro per nulla. Sì perché non è detto che gli psico assistenti raggiungano lo scopo. Non è semplice inquadrare i rom in un contesto occidentale. E’ arduo farli lavorare e vivere negli appartamenti. Lo scopo della Raggi è nobile, per carità, ma il pericolo di ‘bruciare’ molto denaro è alto. E le casse del Comune di Roma non sono certamente piene.

Il Messaggero non ha menzionato i costi dell’operazione che vede protagonisti i rom e i mental coach: l’unica cosa certa è che il Piano Rom costerà al Comune di Roma 3,8 milioni di euro, denaro derivante dai fondi dell’Ue. Somme destinate anche ai rom più indigenti. Somme per i nomadi che attualmente vivono nelle baraccopoli della Monachina e della Barbuta. E per i romani disoccupati niente? Neanche un centesimo è destinato alle famiglie romane che vivono in una condizione di povertà assoluta? Altre domande più che lecite a cui la Sindaca dovrà fornire risposte al più presto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *