Messe per i morti non si pagano: monito di Papa Francesco

By | 8 marzo 2018

papa-francesco-messe-pagamentoLe sante messe di suffragio non si devono pagare, sono totalmente gratuite. Questo, in soldoni, il monito lanciato nelle ultime ore da Papa Francesco. I sacerdoti, dunque, non dovrebbero esigere ed incassare denaro per le messe per i morti. Il Pontefice critica severamente la pratica diffusa di pagare i parroci per le funzioni religiose in suffragio dei cari defunti. ‘Il sacrificio di Cristo è gratuito. Niente e nessuno è dimenticato nella preghiera eucaristica. La Messa non si paga, la Messa è il sacrificio di Cristo che è gratuito, se tu vuoi fare un’offerta falla, ma non si paga, questo è importante capirlo’, ha spiegato il Pontefice durante l’udienza generale.

Listino dei prezzi va abolito nelle parrocchie

Papa Bergoglio si scaglia nuovamente contro le messe a pagamento. Quattro anni fa aveva demonizzato l’uso di far pagare la benedizione, le intenzioni di messa e il battesimo, precisando che le parrocchie avrebbero dovuto immediatamente eliminare il ‘listino dei prezzi’ per le varie funzioni religiose. Il Pontefice aveva detto che tali consuetudini rappresentano ‘peccato di scandalo’. Papa Francesco come Gesù che allontanava i commercianti dal tempio.

‘Quante volte vediamo che entrando in una chiesa ancora oggi c’è lì la lista dei prezzi: per il battesimo, la benedizione, le intenzioni per la messa. E il popolo si scandalizza. Le chiese non diventino mai case di affari, la redenzione di Gesù è sempre gratuita. Io penso allo scandalo che possiamo fare alla gente con il nostro atteggiamento, con le nostre abitudini non sacerdotali nel Tempio: lo scandalo del commercio, lo scandalo delle mondanità’, aveva asseverato Papa Francesco, anni fa nel sermone della messa alla Domus Santa Marta.

La Chiesa traffichina demonizzata da Bergoglio

Il Papa argentino ha sempre voluto e vuole contestare il business delle messe a pagamento della Chiesa traffichina. Ma una Chiesa che pensa solo a fare affari, per il Pontefice, compie ‘peccato di scandalo’. Nel corso dell’omelia, Francesco aveva chiosato il passo del Vangelo in cui Gesù allontana i mercanti dal tempio, trasformato in un ricettacolo di briganti: ‘La gente buona andava al tempio; cercava Dio, pregava ma doveva cambiare le monete per fare le offerte’. Poi il Papa aveva raccontato un aneddoto risalente alla sua gioventù. Era diventato sacerdote da poco tempo e, un giorno, si trovava insieme a vari studenti universitari e 2 giovani che volevano sposarsi: “Erano andati in una parrocchia ma volevano farlo con la messa e lì, il segretario parrocchiale ha detto ‘non si può’ perché ci sono altri turni'”.

Il Papa aveva continuato: “Di fronte all’insistenza della coppia che voleva celebrare il matrimonio con una messa, quel segretario di parrocchia ha intimato loro ‘pagate due turni’. E per sposarsi con la messa hanno dovuto pagare due turni. Questo è peccato di scandalo”. Il comportamento scandaloso, per il Pontefice, concerne anche i laici: ‘Se io vedo che nella mia parrocchia si fa questo, devo avere il coraggio di dirlo in faccia al parroco. E’ curioso: il popolo di Dio sa perdonare i suoi preti quando hanno una debolezza, scivolano sul peccato… sa perdonare. Ma ci sono due cose che il popolo di Dio non può perdonare: un prete attaccato ai soldi e un prete che maltratta la gente’.

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