‘Se mi voti, ti do 25 euro’: Edy Tamajo avrebbe comprato consensi

By | 11 novembre 2017

Sicilia, Edy Tamajo indagatoEdy Tamajo, 41enne eletto la settimana scorsa all’Assemblea Regionale Siciliana grazie ai tanti voti ottenuti, avrebbe comprato i consensi. ‘Se mi voti, ti do 25 euro’, avrebbe detto Tamajo a tanta gente. Per soldi, molti soggetti fanno di tutto e votano anche chi ha ideali diversi dai propri. La Procura di Palermo vuole vederci chiaro e per questo ha iniziato ad indagare su Edy Tamajo, che è approdato nel Parlamento siciliano con 13.984 consensi. Edy si era candidato con Sicilia Futura, partito che sosteneva Fabrizio Micari. L’accusa, a differenza di quella riguardante Cateno De Luca, è legata a comportamenti assunti durante la tornata elettorale. Si tratta dunque di un reato correlato alla politica. La Procura ha già ordinato sequestri e perquisizioni. Attualmente Tamajo è indagato per corruzione elettorale e associazione per delinquere finalizzata alla compravendita di voti. Finite nel mirino della Procura anche altre 3 persone, ovvero Cristian D’Alia, Nicolina D’Alia e Giuseppe Montesano.

Perquisito il comitato elettorale di Tamajo

In occasione delle elezioni regionali in Sicilia, a Tamajo sarebbero bastati 25 euro per comprare un voto. Ne avrebbe comprati molti e, alla fine, è riuscito ad entrare nell’Assemblea Regionale Siciliana.

A far insospettire i magistrati sarebbe stato il boom di voti ottenuti dal candidato 41enne di Sicilia Futura. A Palermo Tamajo è stato il politico che ha ottenuto più voti. In tutta la Sicilia, invece, solo due politici hanno incassato più consensi di lui.

Il comitato elettorale di Tamajo è già stato perquisito dagli uomini della Guardia di finanza. Nei prossimi giorni, il 41enne si dovrà presentare al Palazzo di giustizia e rispondere ad alcune domande del procuratore aggiunto Sergio Demontis e del sostituto Fabiola Furnari.

Le ultime elezioni per il rinnovo dell’Assemblea Regionale Siciliana verranno ricordate più per questioni giudiziarie che politiche. Durante spoglio delle schede, infatti, erano scattate le manette per l’esponente dell’Udc di Messina Cateno De Luca, accusato di evasione fiscale, e adesso è scoppiato il caso Tamajo.

Edy Tamajo: ‘Tutto falso’

Edy Tamajo non avrebbe mai pensato di entrare nel folto elenco degli ‘impresentabili’. Eppure, per la Procura, si è comportato in maniera illecita. ‘Tutto falso, non conosco affatto le persone di cui si parla nel provvedimento della Procura’, ha affermato Edy nelle ultime ore.

Ovviamente Tamajo ha già ‘sguinzagliato’ i suoi avvocati, Nino Caleca e Giovanni Castronovo, che affermano: ‘Chiariremo tutto, e alla fine Tamajo ne uscirà come parte offesa, per qualcosa che altri hanno commesso alle sue spalle’.

Una cosa è certa: Tamajo è un guru di consensi. 10 anni fa ne riuscì a prendere 2.727 come candidato al Consiglio comunale. Dopo un lustro prese quasi il doppio dei voti, quando si schierò per l’Ars. Qualche giorno fa, però, Edy si è superato, ottenendo 13.984 voti. Del resto, buon sangue non mente. Anche il padre di Edy, Aristide, è un maestro dei consensi.

La problematica dei voti di scambio è atavica, purtroppo, in Sicilia; ma è ben presente anche a livello nazionale. Nei pc di qualsiasi partito italiano ci sarebbero migliaia di nomi di ‘aficionados’, ovvero di coloro su cui si potrà contare alle prossime elezioni. Grazie a tali nomi, i vari partiti possono farsi i conti e capire quanti voti, orientativamente, possono prendere.

Il tempo passa ma non si possono dimenticare certi episodi, come quello di Raffaele Lombardo, ex governatore della Regione Sicilia che avrebbe fondato il suo scranno sui voti di scambio. Vennero scoperti tanti file contenenti numerosi nomi, numeri di telefono e i prezzi per il consenso. Quella storia, stranamente, venne dimenticata da tutti, o quasi. Le persone che vivono di giustizia e legalità non la possono obliare.

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