Migrante eritreo muore di fame in Sicilia: il tragico destino di un 22enne

By | 13 marzo 2018

migrante-eritrea-morto-fame-modicaSi può morire di fame nel 2018? Certamente sì, purtroppo sì. Un 22enne eritreo, arrivato ieri in Italia insieme ad altri 93 profughi, salvati nel Mediterraneo dal personale della Ong Proactiva Open Arms, è morto per le conseguenze di una forte denutrizione. In poche parole, è morto di fame. Dopo il salvataggio, a Pozzallo, il 22enne era stato trasportato velocemente al nosocomio di Modica. Le sue condizioni erano così gravi che i medici avevano potuto fare ben poco. Il decesso, alla fine, è stato inevitabile. Scappare dall’Eritrea e morire in Italia: il tragico destino di un profugo 22enne.

Arrivato in Italia in pessime condizioni

Un’altra morte dettata dalla crudeltà esistente in certe nazioni. Carestie e conflitti interni spingono gli abitanti di molte nazioni, Eritrea compresa, a cercare fortuna e dignità all’estero. Il 22enne morto nelle ultime ore all’ospedale di Modica voleva forse trovare in Italia quell’esistenza dignitosa che non aveva mai conosciuto nel suo Paese. Oscar Camps, fondatore di Proactiva, ha scritto su Twitter: ‘C’era una persona sulla barca, ha detto che aveva 22 anni, che si chiamava Segen, era eritreo, ed era stato imprigionato in Libia per 19 mesi. Lo abbiamo salvato domenica, lo abbiamo trasferito in ospedale subito dopo l’arrivo in porto in Sicilia. Oggi è morto per una grave malnutrizione’.

L’eritreo era arrivato in Italia in condizioni pietose. Il suo stato di salute è peggiorato a causa della tubercolosi e della denutrizione. Il ragazzo non mangiava da tanto tempo. Il suo fisico era pesantemente debilitato e, nonostante ciò, aveva superato il deserto e il viaggio in mare. In Italia, però, ha cessato di esistere. Prima del ricovero all’ospedale di Modica, il 22enne non riusciva neanche a respirare correttamente e a reggersi in piedi. Era magro come un anoressico ma per i medici la sua patologia non era inquadrabile nell’alveo dei disturbi alimentari. Usando un linguaggio semplice e comprensibile, l’eritreo è morto di fame; per la letteratura medica, invece, per cachessia. Sulla cartella clinica del migrante è stato indicato proprio il termine cachessia.

‘Sembra di tornare a 70 anni fa’

I medici dell’ospedale siciliano si sono prodigati per salvare il 22enne ma le sue condizioni di salute erano veramente gravi. Impossibile scongiurare il decesso. Adesso la salma del profugo è nella camera mortuaria. La Procura potrebbe anche disporre l’esame autoptico. Roberto Ammatuna, sindaco di Pozzallo, è turbato per quello che è accaduto nelle ultime ore: ‘Quello che mi impressiona è che sembra di tornare a 70 anni fa, quando abbiamo visto quelle drammatiche scene di un campo di concentramento e quegli esseri umani, gli ebrei, ridotti pelle e ossa’.

Il fatto ha scosso molto Ammatuna anche perché è primario del Pronto soccorso dell’ospedale Maggiore di Modica, proprio quello dove era stato trasportato l’africano deperito: ‘E questa è la sensazione che io ho avuto per l’ultimo sbarco con persone malnutrite, morte di fame e di sete, alcune di loro sono decedute per stenti fisici. La situazione peggiora e ci vuole una strategia europea. Noi, come città, vogliamo continuare con l’accoglienza perché in un Paese civile non ci si può tirarsi indietro. Speriamo in un maggiore coinvolgimento dell’Europa e voglio ribadire che abbiamo accanto a noi il Ministero dell’Interno e il Governo italiano’.

Forse l’eritreo morto nelle ultime ore a Modica sperava che in Italia qualcuno potesse guarire la sua patologia. Chissà…

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