Cronaca

Morbillo uccide ragazza di Catania: il dolore di una madre

morbillo-ragazza-morte-cataniaLunedì scorso una 25enne di Catania, Maria Concetta Messina, è morta per gli effetti del morbillo all’ospedale Garibaldi del capoluogo siciliano. E’ mai possibile che nel 2018 si debba ancora morire di morbillo? Secondo una prima ricostruzione, la ragazza si era presentata al Pronto soccorso lo scorso 23 marzo 2018. Gli operatori sanitari l’avrebbero lasciata molto tempo in astanteria e all’improvviso le sue condizioni di salute erano peggiorate. I sanitari, allora, avevano deciso di trasferirla nel reparto di Rianimazione.

La denuncia dei parenti della ragazza morta di morbillo

La morte di Maria Concetta Messina ha suscitato un grande dibattito in Sicilia. Possibile che nessuno sia stato in grado di curarla? Possibile che ancora oggi si possa morire di morbillo? Domande a cui qualcuno presto dovrà rispondere. Intanto i parenti della 25enne hanno sporto una denuncia, sostenendo che la giovane sarebbe stata lasciata sola, per molto tempo, su una barella.

‘Me l’hanno ammazzata, mia figlia è entrata per il morbillo ed è uscita morta. Le hanno prestato le cure, non dico di no, ma poi per me c’è stata negligenza. È rimasta buttata su una barella per ore ed ore assieme ad altre persone che avevano il morbillo nella stessa stanza. È possibile che si sia aggravata in così breve tempo?’, racconta la madre di Maria Concetta, Maria Di Bella. I carabinieri hanno già sequestrato tutte le cartelle cliniche della ragazza. Prima della 25enne era morta, in circostanze simili, una 27enne, sempre a Catania. Maria Concetta perciò è stata la seconda vittima del morbillo a Catania, nel 2018.

Dal recente bollettino diffuso dall’Istituto Superiore di Sanità si scopre che dal 1 al 31 gennaio 2018 le regioni italiane hanno segnalato 164 casi di morbillo e due morti dovute a tale malattia. Stranamente, quasi la totalità dei casi sono stati segnalati dalle seguenti regioni: Sicilia, Calabria, Lazio e Liguria. Proprio in Sicilia si è registrato il numero maggiore di casi. L’età media dei pazienti è di 25 anni.

Morbillo: pressappochismo è deleterio

Quando si parla di morbillo non bisogna essere pressappochisti, non bisogna credere che sia una patologia trascurabile. No, non si deve. Il morbillo è sempre pericoloso e può anche uccidere. Il caso di Maria Concetta Messina lo dimostra. Un rapporto dell’European Center for Diseases Control sottolinea che tra le nazioni Ue l’Italia è quella dove, 5 anni fa, si sono registrati più casi di morbillo. Come mai? Quali sono le complicanze del morbillo in una persona adulta?

‘Non si tratta di una novità: il dato è in linea con quelli degli anni precedenti. Il morbillo è una malattia esantematica (che provoca eruzioni cutanee) piuttosto tipica dell’età infantile, la cui alta contagiosità è dovuta alla modalità di trasmissione, che avviene per via aerea respiratoria, senza bisogno di scambio di liquidi. Infatti, nel passato, prima che il vaccino del morbillo fosse ampiamente diffuso, era difficile trovare adulti che non fossero immunizzati perché quasi tutti venivano contagiati nel corso dell’età infantile, con conseguenze che, almeno nei Paesi sviluppati, sono spesso di lieve entità. Attualmente, invece, a causa del fatto che nei primi anni nei quali era diffuso il vaccino contro il morbillo (1990-2000) questo non veniva praticato alla totalità della popolazione, abbiamo una parte dei giovani adulti e degli adulti che non sono immunizzati né dal vaccino né dagli anticorpi derivati dal normale corso della malattia e vengono contagiati in una fascia di età che va soprattutto fra i 15 e i 30 anni’, aveva spiegato il dott. Matteo Moro, responsabile del Risk Management.

La vera criticità, per il dottor Moro, ‘è che, negli adulti, il morbillo si manifesta in maniera più forte e, rispetto alla stessa patologia presa in età infantile, può portare un maggior numero di complicazioni serie come l’encefalite, la polmonite morbillosa o altre complicazioni polmonari di natura opportunistica. Specialmente per chi è già indebolito da altri fattori, il morbillo può essere molto pericoloso: per questo, chi ha occasioni frequenti di contatto con persone a rischio di complicazioni in caso di contagio (per esempio chi lavora in ospedale o in residenze per anziani) dovrebbe fare molta attenzione’.

Sintomi del morbillo

Il dottor Speroni invece aveva spiegato dettagliatamente i tipici sintomi del morbillo e come si dovrebbe comportare una persona che pensa di essere stata contagiata: ‘Il morbillo dà luogo a tre differenti fasi. La prima, che dura 10-12 giorni, è la fase di incubazione, che può essere praticamente asintomatica; possono verificarsi piccoli segni di malessere come inappetenza, cefalea e diarrea, difficilmente identificabili come specifici del morbillo. Subito dopo si entra nella fase prodromica, di 3-5 giorni, caratterizzata da congiuntivite, catarro (raffreddore e/o tosse) e febbre, nonché dalle macchie di Köplik, piccole lesioni biancastre, a grappolo, localizzate sulla mucosa della bocca all’altezza dei molari. Infine, c’è la fase esantematica vera e propria (5-7 giorni) durante la quale, a partire dal volto e dalla testa, il paziente si copre di macchie di colore rosso scuro, tipiche del morbillo, che possono diffondersi anche all’intera superficie del corpo. Da notare che non esiste alcun farmaco specifico per curare il morbillo, per cui ogni trattamento ha lo scopo di alleviare i sintomi: infatti, è consigliato utilizzare il paracetamolo per evitare che la temperatura corporea salga troppo, e l’assunzione di molti liquidi per mantenere l’idratazione. Quello che aumenta la diffusione del morbillo è il fatto che purtroppo chi si ammala può trasmettere il morbillo anche nella fase prodromica e fin dagli ultimi giorni della fase di incubazione, durante la quale distinguere i sintomi da quelli di altre patologie (come ad esempio una comune influenza) è piuttosto difficile. Inoltre, negli adulti il morbillo non si manifesta sempre in forma tipica, quindi i sintomi stessi potrebbero variare per intensità o, in alcuni casi, non presentarsi del tutto. Per questo, consiglio a chi ha il sospetto di essere stato contagiato, specialmente se fa un lavoro nel quale ha contatto con il pubblico, di parlare con i propri responsabili e con il medico di base e mettersi al più presto in malattia, sia per evitare il contagio altrui che per minimizzare i rischi di sviluppare complicanze. Infine, consiglierei agli adulti colpiti dal morbillo di tenere sotto controllo i piccoli disturbi che si possono presentare anche dopo la completa guarigione, in quanto le complicanze possono manifestarsi anche a distanza di una/due settimane dalla fine della fase esantematica’.

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