Mucca pazza shock: morta donna campana, torna un incubo

By | 21 novembre 2017

In Italia torna lo spettro della mucca pazza dopo la morte di una 58enne di Castellammare di Stabia (Napoli). I dottori avevano subito scoperto che la signora era affetta dal morbo di Creutzfeldt-Jakob, mutazione umana della sindrome che concerne la carne bovina. La donna campana, 4 mesi fa, aveva accusato strani sintomi, come vuoti di memoria e incapacità di mantenere l’equilibrio; senza calcolare le frequenti vertigini. Vari medici campani non erano riusciti a scoprire cosa avesse la signora. I parenti, allora, avevano chiesto lumi al personale sanitario dell’ospedale di Isernia. La diagnosi, terribile, era arrivata subito, invece, in tale nosocomio: sospetto caso di ‘mucca pazza’. La donna campana è deceduta in tale ospedale nei giorni scorsi. La vicenda è stata segnalata al Ministero della Salute, che ora sta riflettendo sull’adozione di eventuali precauzioni. Si era tornati a parlare di ‘mucca pazza’, in Italia, già lo scorso giugno, dopo la morte di una 76enne toscana. Anche in tal caso, c’era il sospetto che di un legame tra decesso e patologia neurodegenerativa.

L’incubo dopo 16 anni?

Forse non bisogna lasciarsi andare a facili allarmismi. Bisogna allontanare la psicosi ‘mucca pazza’. Dopo la Toscana, comunque, un’altra regione, la Campania, è balzata agli onori delle cronache per la temibile malattia neurodegenerativa.

Era il 2001 quando il morbo della ‘mucca pazza’ fece impallidire tanta gente, provocando l’abbattimento di molti animali e il dissesto di numerose aziende europee. Coldiretti ha ricordato, di recente, che ‘l’inizio del secolo è stato segnato dall’emergenza Mucca pazza (BSE) del 2001 che dall’Inghilterra si è diffusa in tutta Europa per l’utilizzo di farine animali nell’alimentazione del bestiame. Questo allarme sanitario ha provocato una strage di animali e la perdita di oltre 200 vite umane ma è anche pesato sulla filiera alimentare nazionale con 2 miliardi di perdite subite dal sistema della produzione, trasformazione e commercio della carne’.

Il primo caso di encefaopatia spongiforme bovina (morbo della ‘mucca pazza’) venne diagnosticato per la prima volta 31 anni fa in un laboratorio di Weybridge, nel Regno Unito. Da quel momento in poi, le autorità europee hanno dovuto fronteggiare un’epidemia che ha provocato molti decessi di animali e persone.

Tante aziende europee, a causa della proliferazione del morbo della ‘mucca pazza’ e del conseguente ban all’importazione di carni rosse, erano state costrette a chiudere.

Attualmente, mediante analisi accurate e alle prescrizioni a cui devono sottostare gli allevatori, è quasi impossibile essere contagiati dal morbo della ‘mucca pazza’ mangiando la carne. Come sono rimaste infettate, allora, la donna campana e toscana?

Deficit cognitivi e mancanza di memoria

Il morbo di Creutzfeldt-Jakob, come altre malattie neurodegenerative, si manifesta generalmente con problemi cognitivi e mancanza di memoria. I sintomi, comunque, sono numerosi, a seconda del paziente.

Chi è stato colpito dal morbo della ‘mucca pazza’ può accusare, ad esempio, allucinazioni, convulsioni, depressione e cambi di umore.

Le patologie da prioni, attualmente, non possono essere curate. Chi è stato colpito dal morbo della mucca pazza, dunque, viene solitamente sottoposto a terapie per supportare le funzioni vitali e quindi aumentare i giorni di vita. Le patologie da prioni sono sempre ineluttabilmente letali.

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