Cronaca

Napoletani scomparsi in Messico martoriati e sciolti nell’acido

Napoletani scomparsi in Messico mortiIl Messico è una nazione che non ha pietà, da sempre in mano ai cartelli dei narcos. In Messico la violenza va di moda. Ne sono consapevoli, oggi, i parenti e gli amici di Marco, Daniel e Salomon, i 3 ragazzi scomparsi lo scorso 31 gennaio in una zona del Messico. Dopo tante indagini, è stata scoperta la verità. Una dura e orribile verità: i 3 napoletani sarebbero stati torturati, trucidati e sciolti nell’acido.

L’arresto di due sospettati del delitto

Daniel, Marco e Salomon studiavano cinema all’Audiovisual Media University (CAAV), ma avevano fatto perdere le loro tracce. La Polizia messicana aveva compiuto molte ricerche e, alla fine, è riuscita a scoprire il tragico destino dei ragazzi napoletani. Marco, Daniel e Salomon sono stati sciolti nell’acido solforico. Sembra che due sospettati del delitto siano stati arrestati; per altri 6 indiziati, invece, è stato emesso un mandato d’arresto.

Omicidio frutto di una vendetta?

Raul Sanchez, procuratore generale dello Stato di Jalisco, ha affermato durante una conferenza stampa che le indagini proseguono, confermando l’assenza di qualsiasi legame tra i tre italiani (Daniel Diaz, Salomon Aceves Gastelum, Marco Avalos) e i narcos della regione.

Gli investigatori messicani ritengono che un familiare dei ragazzi uccisi sia invischiato in un cartello nemico dei Jalisco e che il triplice omicidio sia frutto di una ritorsione.

I killer dei napoletani, secondo gli inquirenti, sono membri della Jalisco New Generation, una famigerata organizzazione dedita allo spaccio di droga nella regione. Da un dossier finito nelle mani degli investigatori si evince che i tre ragazzi, il giorno della scomparsa, avevano immortalato una casa a Tonalà, una borgata di Guadalajara. Sembra che tale abitazione sia di una zia di uno di loro, che fa parte di un’organizzazione avversaria.

Narcos insospettiti da quei tre ragazzi napoletani

I narcos del cartello Jalisco stavano monitorando quella casa, secondo gli investigatori, e quei tre ragazzi li avevano insospettiti. I trafficanti, proprio quel giorno, avevano rapito i ragazzi, portandoli poi in una casa, a Guadalajara. I giovani sarebbero stati sottoposti a svariati interrogatori e poi torturati, uccisi e gettati in alcuni barili pieni di acido solforico, solitamente usato nei prodotti per fertilizzare la terra e le piante. Ciò per cancellare qualsiasi prova. Adesso gli inquirenti messicano stanno esaminando attentamente la sostanza contenuta nei barili.

Messico: tasso di criminalità alle stelle

Tre napoletani sono rimasti vittime della violenza del Messico. In ogni punto di tale nazione c’è crudeltà e oppressione. Sono i dati che lo dicono. E i morti conseguenti alle lotte tra narcos. Il 2017 è stato un ‘annus horribilis’ per il Messico: si sono registrati, da gennaio a ottobre, più di 24mila omicidi.

Il Sistema Nazionale di Sicurezza Pubblica ha evidenziato che il Messico è diventato un Paese dominato dai cartelli dei narcos e dai delinquenti. Negli ultimi anni il tasso di criminalità è aumentato moltissimo. Un trend inarrestabile.

Messico tra le nazioni più violente del pianeta

Durante la presidenza di Felipe Calderon e quella di Enrique Pena Nieto sono avvenuti 235mila omicidi. Alla luce di tali cifre, il Messico è stato inserito dai ricercatori dell’università’ di Uppsala, in Svezia, tra le 10 nazioni più violente del pianeta.

Nella classifica ideale dei Paesi più violenti al mondo, il Messico occupa la seconda posizione, dopo la Siria, nazione minata da guerre, lotte, carestie ed epidemie.

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