Cronaca

Napoli, ‘Mi spiace non ci sono ambulanze’: Mario D’Aiello vittima della malasanità?

Napoli, si accascia e muore: ambulanza arrivata tardiMario D’Aiello, 42 anni, stava aspettando un’amico alla Stazione Centrale di Napoli. All’improvviso era stato colto da un malore e nel giro di poco tempo aveva perso la vita. L’ambulanza era arrivata in ritardo perché, era stato detto, in quel momento non ce n’era nessuna disponibile. Invece c’erano, ed ora rischiano il posto di lavoro sia un medico che 4 operatori del 118. Mario era affetto da talassemia e, mentre aspettava l’amico, si era messo a vomitare sangue. Alcuni astanti avevano subito allertato la Polfer e questa il 118. Intanto D’Aiello stava per terra. La prima ambulanza era arrivata dopo una trentina di minuti. Una vera indecenza italiana. Minuti che si sono rivelati fatali per il 42enne. D’Aiello era affetto da una patologia genetica, è vero, ma è indubbio che un tempestivo intervento degli operatori sanitari o la presenza di un presidio sanitario alla stazione (chiuso oltre un lustro fa) avrebbero potuto salvarlo. Perché era stato detto che non c’era ambulanze, quando invece ce n’erano 2 disponibili?

Polfer aveva chiamato il 118

Un altro presunto caso di malasanità in Italia. Nessuno potrà mai far tornare in vita Mario D’Aiello ma la giustizia deve fare il suo corso e punire gli eventuali responsabili della morte del 42enne talassemico. Mario, secondo alcune persone che avevano assistito alla scena, si era improvvisamente accasciato ed aveva iniziato a rimettere sangue. Gli uomini della Polfer si erano subito messi in contatto con il centralino del 118 ma si erano sentiti rispondere che, in quel momento, non c’erano ambulanze disponibili. Tutto ciò è semplicemente assurdo in uno Stato civile. Alla fine, dopo 30 minuti, un’ambulanza era arrivata ma per il povero Mario non c’era stato niente da fare. Un altro uomo morto a causa della malasanità. Se solo l’ambulanza fosse arrivata rapidamente, D’Aiello si sarebbe potuto probabilmente salvare. Un fatto che suscita tristezza e rabbia.

Il report di Giuseppe Galano

Da un’indagine iniziata poco dopo il decesso di Mario D’Aiello è emerso che quando l’uomo aveva accusato il malore c’erano 2 ambulanze disponibili. Per questo motivo è stato avviato un procedimento nei confronti di un medico e 4 infermieri, che quindi rischiano il licenziamento.

Dal dossier stilato del direttore della centrale operativa del 118, Giuseppe Galano, emerge che D’Aiello si era accasciato ed aveva iniziato ad espellere molto sangue dalla bocca. Galano ha dichiarato anche di aver avviato il procedimento disciplinare contro 4 operatori sanitari e chiesto al presidente della Croce Rossa di sollevare provvisoriamente dal servizio il medico di turno. Le indagini vanno avanti. Giustizia per Mario D’Aiello!

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