Neonata down abbandonata a Napoli, Comunità Papa Giovanni XXIII vorrebbe accoglierla

By | 4 dicembre 2017

Ieri abbiamo riportato la notizia della neonata affetta dalla sindrome di Down abbandonata a Napoli. Una notizia triste e lieta al tempo stesso. Se non ci fosse stata quella culla termica, nel Policlinico Federico II, forse quella piccola sarebbe stata abbandonata tra i rifiuti o per strada, come dimostrano i numerosi casi di cronaca. La piccola gode di buona salute e in futuro verrà adottata da qualche famiglia desiderosa di avere un bebè.

Neonata down abbandonata: Comunità Papa Giovanni XIII disposta ad accoglierla

‘Siamo disponibili ad accogliere la neonata con sindrome di down abbandonata a Napoli. In una delle nostre case famiglia potrà ricevere l’affetto di un papà, di una mamma e di tanti fratelli’. Questo il commento di Giovanni Paolo Ramonda, presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII (Apg23), in merito alla notizia dell’abbandono di una bambina di 4 mesi dell’est Europa con sospetta sindrome di down.

“Proprio ieri abbiamo celebrato la Giornata internazionale delle persone con disabilità. – continua Ramonda – Eppure oggi molti di questi bimbi rischiano di non vedere neanche la luce, come già sta avvenendo in alcuni paesi del nord Europa. Faccio un appello a tutte le coppie che vengono a sapere di avere un figlio disabile: ‘Non abortite i vostri figli. Se non riuscite a tenerli con voi, allora ricorrete al parto in anonimato ed altre famiglie si prenderanno cura di loro”.

‘Accogliamo tanti bimbi disabili’

‘Nelle nostre Case Famiglia accogliamo tanti bimbi disabili. – conclude Ramonda – Dalla nostra esperienza quotidiana al loro fianco, possiamo dire che la sofferenza non è data dall’handicap o dalla malattia, ma dalla solitudine che si crea a causa di queste condizioni’.

Sempre insieme agli ultimi

La Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata da don Oreste Benzi, opera al fianco degli ultimi dal 1968. Oggi conta oltre 500 case famiglia in Italia e all’estero. Don Benzi è stato il primo in Italia a lottare contro la cultura della prostituzione e a denunciare la tratta delle donne.

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