Neonata morta di stenti: genitori vanno condannati, la richiesta del pm

By | 18 novembre 2016

Una neonata di 9 mesi, Aurora, pesava 6 chili e mezzo quando venne trovata senza vita nella sua culla, lo scorso 27 febbraio 2016. La piccola morì di stenti in un appartamento di Milano. Per l’accusa i responsabili della morte di Aurora sono i genitori. Oggi il pm ha chiesto la condanna sia per il padre che per la madre della neonata. Genitori cinici e irresponsabili che ora devono rispondere per maltrattamenti aggravati.

Ferite, piaghe e cranio deformato

Il pm Cristian Barilli ha chiesto 20 anni di reclusione per il padre della piccola Aurora, Marco Falchi,  e 16 anni per la madre, Olivia Beatrice Grazioli. Per quest’ultima è stata richiesta una condanna minore perché ‘minore è in lei l’entità del dolo’. Le attenuanti non sono state concesse perché farebbero apparire meno grave quanto avvenuto.  Gli investigatori hanno accertato che Falchi e la Grazioli, poco dopo il decesso di Aurora, acquistarono una vettura. I vicini della coppia hanno riferito che i 2 tenevano molto a tale auto, controllando spesso se avesse ammaccature o graffi. La difesa della mamma della neonata ha chiesto l’assoluzione per la sua assistita o la concessione delle attenuanti generiche in caso di condanna per ‘assenza di dolo’. La donna fa tutto ciò che le chiede il marito, anche cose negative. Si è ben visto.

La degenere coppia di Milano ha lasciato morire lentamente la sua figlioletta. Questa aveva piaghe su tutto il corpo, ferite e una dermatite. Il pannolino veniva cambiato raramente. La povera Aurora trascorreva gran parte della sua giornata in una culla, senza che nessuno la prendesse. L’ambiente domestico, tra l’altro, era malsano. Un medico del 118 ha rivelato ai giudici che in quella casa in via Severoli notò molti scarafaggi e insetti. La neonata era esanime nella sua culla. Una coppia borderline ha provocato la morte di una minore: lo pensa l’accusa che, nelle ultime ore, ha richiesto pesanti condanne.

Il padre della neonata aveva detto di essersi rivolto ai servizi sociali

Marco Falchi aveva detto di essersi rivolto ai servizi sociali ma, poco dopo, venne sbugiardato dal coordinatore dei servizi sociali del luogo, secondo cui i genitori della piccola Aurora non avevano mai richiesto aiuto. Il padre, comunque, ripete che sta soffrendo molto perché voleva molto bene alla figlia. Lo stesso dice alla moglie. Allora perché entrambi hanno lasciato morire la neonata? Perché non si sono recati subito in ospedale? Quella povera bimba sarebbe stata trattata in modo aberrante dal padre e della madre. I medici riscontrarono anche lesioni ai polmoni della neonata, che probabilmente mangiava e beveva spesso quando era coricata.

Neonata viveva in un ambiente degradato

Il medico del 118 ha ricordato, davanti ai giudici, che quando entrò nell’appartamento in cui viveva Aurora non c’era nulla che facesse pensare che in tale luogo vivesse un neonato: niente fasciatoi, cibo per bimbi o seggiolini. C’era solo carenza di igiene e tanti scarafaggi in libertà. Scene terribili, avvenute in un appartamento di Milano. Aurora aveva anche il cranio deformato perché veniva lasciata sempre nella culla. I genitori la nutrivano solo con litri di camomilla. Per i medici milanesi la piccola è morta di fame, sete e stenti. Il degrado accertato in quella casa ha indotto molti poliziotti che hanno effettuato le indagini a ricorrere all’assistenza degli psicologi.

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