Neonati scambiati nella culla, due giorni con le madri sbagliate

By | 12 ottobre 2017

Scambio di neonati in una clinica di AvellinoPartorire una bimba in ospedale e poi tornare a casa con la neonata sbagliata. Non è l’intro di un film comico ma quanto accaduto veramente in una famosa clinica di Avellino. Due donne di Monteforte Irpino, in provincia di Avellino, avevano partorito in una clinica lo scorso 9 ottobre 2017; poi erano tornate a casa con le loro figliolette, o meglio così sembravano. Dopo due giorni dal parto, a una delle neo mamme era sembrato molto strano che il numero sul braccialetto della figlia fosse diverso da quello indicato su quello messo al suo polso al momento del travaglio. La signora è subito corsa in ospedale per chiedere spiegazioni. Una volta arrivata, ha notato anche i familiari della bimba che le era stata affidata, anche loro furiosi. L’atmosfera, nel nosocomio di Avellino, era diventata incandescente. Solo l’intervento della Polizia ha potuto riportare la situazione alla normalità. Il personale sanitario, grazie al clima acceso creatosi nella clinica, ha potuto constatare che qualcuno aveva errato ed effettivamente le neonate erano state consegnate alle madri sbagliate.

Clinica denunciata

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Due madri campane devono ringraziare una certa fatalità, perché hanno rischiato di vivere, educare e trascorrere tanto tempo con un figlio di altre persone. Ebbene sì, lo scambio di neonati non rappresenta qualcosa di inconcepibile e ravvisabile solo nelle pellicole cinematografiche; può avvenire veramente.

La coppia che, per prima, si è resa conto dell’errore, ha denunciato la clinica di Avellino. Effettivamente, il personale sanitario di tale struttura ha commesso un errore madornale.

Una storia, quella avvenuta ad Avellino, caratterizzata da estrema tensione ma che ha avuto un lieto epilogo. Alla fine, le due mamme sono potute tornare a casa con le figlie giuste. Pensate se alle piccole non fosse stato messo il braccialetto identificativo?

L’importanza del braccialetto identificativo

Oggi il braccialetto identificativo è determinante. Se il numero indicato su quello messo al bebè non coincide con quello della mamma, allora bisogna preoccuparsi. Tre anni fa, una donna di Lecce, dopo aver partorito una bambina, si era accorta mentre cambiava il pannolino, nella sua abitazione, che le avevano consegnato un maschietto. La puerpera, allibita, si era recata subito in ospedale. Gli operatori sanitari avevano accertato l’errore e, in poco tempo, le avevano consegnato la figlioletta, che nel frattempo era finita tra le braccia dei genitori del maschietto. Il padre e la madre della neonata avevano denunciato la struttura sanitaria, chiedendo altresì un risarcimento di 50.000 euro perché la grande paura aveva fatto perdere il latte alla puerpera.

Il professore Mario De Curtis, direttore dell’Unità complessa di neonatologia, patologia e terapia intensiva neonatale del Policlinico Umberto I di Roma, ha evidenziato che quando nasce un bimbo, oggi, gli viene messo un braccialetto identificativo al polso o al piede ‘che lo accomuna alla mamma e che lo accompagnerà per tutto il periodo della permanenza in ospedale… per levarlo deve essere tagliato, quindi è difficile che si verifichi un errore’.

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