Niqab nel Consiglio comunale: multa di 30.000 euro

By | 11 novembre 2016

Ha rifiutato di togliersi il niqab ed ora dovrà pagare una multa di 30.000 euro. Protagonista di questa vicenda è una donna di origini albanesi che, 20 giorni fa, si era presentata a una seduta del Consiglio comunale dei ragazzi di San Vito al Tagliamento (Pordenone) con il niqab, tipico velo islamico che lascia intravedere solo gli occhi di una persona.

Volto coperto nel Consiglio comunale dei bambini

Il gip di Pordenone, Alberto Rossi, ha condannato a 4 mesi di arresto, trasformati in una multa di 30.000 euro, la donna albanese che si è rifiutata di farsi identificare nel Consiglio comunale. L’episodio farà parlare a lungo di sé in un momento delicato sul fronte dell’integrazione. Quella mamma musulmana si era presentata col volto interamente coperto al Consiglio comunale dei bambini, a San Vito al Tagliamento, lasciando di stucco i presenti. Subito il sindaco del piccolo centro in provincia di Pordenone, Antonio Di Bisceglie, aveva chiesto agli agenti di Polizia locale di portare la donna musulmana fuori per il riconoscimento. La donna albanese, però, si è opposta ed è riuscita a tornare in Aula per assistere alla seduta a cui stava partecipando il figlio, uno dei giovani eletti nel ‘piccolo Parlamento’. Il primo cittadino, per evitare che i giovani assistessero a un grave dissidio, ha deciso di interrompere la seduta.

Il caso era finito in tribunale. Il pm Federico Facchin aveva chiesto la condanna della musulmana non per ragioni religiose ma perché aveva travisato il suo volto. Adesso è arrivata la condanna. I giudici hanno riconosciuto la violazione, da parte della donna di origini albanesi, dell’art.5 della legge 22 maggio 1975, secondo cui è vietato ‘l’uso di caschi protettivi e di qualunque altro mezzo volto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona, in luogo pubblico o aperto al pubblico, senza giustificato motivo’.

In Italia non è vietato indossare niqab

Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, ha detto che l’Italia è uno Stato laico e che ognuno può professare liberamente il proprio credo religioso, rispettando però le leggi dello Stato. Per la Meloni, insomma, indossare indumenti come burq e niqab è vietato in Italia. Chiaramente, la leader di Fratelli d’Italia si è riferita alla legge Reale, nata negli ‘anni di piombo’. In realtà l’interpretazione della Meloni non è esatta perché ci sono state diverse decisioni dei tribunali e del Consiglio di Stato, che hanno fatto rientrare le convinzioni religiose nel ‘giustificato motivo’ della legge Reale.

In Europa, le uniche 2 nazioni che vietano di indossare veli che coprono il viso sono Francia e Belgio.

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