Cronaca

Omicidio Omar Trotta, Nello Trocchia preso a calci a Vieste

Delitto Vieste, Nello Trocchia aggredito: lo sfogo su FacebookEpisodio nauseante a Vieste, dove nelle ultime ore sono stati aggrediti barbaramente il giornalista Nello Trocchia e il suo collaboratore Riccardo Cremona. L’inviato di ‘Nemo, Nessuno Escluso’ e il suo collega si erano recati, ieri, sul luogo dell’omicidio di Omar Trotta, a Vieste. Non appena arrivati, però, un uomo ha detto loro di andarsene, poi si è diretto verso Trocchia, lo ha preso a calci e gli ha sbattuto la testa contro un muro. Il giornalista si è dovuto subito recare al Pronto soccorso per le ferite riportate. Non è la prima volta che Nello Trocchia viene minacciato e picchiato mentre svolge un’inchiesta, mentre lavora. Lo hanno rimarcato nelle ultime ore anche Giuseppe Giulietti e Raffaele Lorusso, rispettivamente presidente e segretario generale della Federazione nazionale della stampa italiana. I due auspicano che le forze dell’ordine rintraccino immediatamente il soggetto che ha aggredito l’inviato e il suo collaboratore. Dopo la brutta avventura, l’inviato di Rai 2 è sbottato su Facebook.

Nello Trocchia: picchiato perché stava svolgendo il suo mestiere

Dopo la disavventura a Vieste, nel Foggiano, Nello Trocchia ha scritto su Facebook che tutto è passato, anche il dolore per i colpi subiti. Il giornalista ha rimarcato che lui stava facendo solo il suo mestiere nella cittadina pugliese, come tantissimi altri colleghi, con cui spesso scambia opinioni anche sulla malavita in Italia. Nello ha rimarcato che a Foggia, da aprile ad oggi, viene commesso un omicidio ogni 10 giorni. Un quadro deprimente che la dice lunga sul peso della criminalità in tale zona.

Trocchia, in fondo, stava solo raccontando quello che era accaduto poche ore prima. Un fatto triste, di un uomo trucidato nel suo locale. Un uomo, però, glielo ha impedito con la forza e la violenza. Su Facebook Nello ha scritto che tanti giornalisti, ogni giorno, vengono intimiditi e spesso aggrediti nelle terre di mafia. Giornalisti pagati una miseria che, tra l’altro, si beccano anche molte querele. L’inviato di ‘Nemo, Nessuno Escluso’ ha anche parlato di un suo collega che ha deciso di abbandonare tale mestiere perché stanco di prendere 700 euro al mese e almeno 4 querele l’anno.

L’omicidio del titolare de ‘L’antica bruschetteria’

Tutto vero quello che ha scritto Trocchia su Facebook. Purtroppo, gran parte dei giornalisti sono pagati poco e spesso rischiano molto. Come al solito, da tutto ciò trae giovamento la malavita e chi vuole soffocare le libertà. A Nello dispiace molto di lasciare il suo Sud, dove è nato e cresciuto, in mano a gente spietata che uccide con una naturalezza agghiacciante nel pomeriggio in pieno centro, gente spietata che per i soldi farebbe qualsiasi cosa. E’ proprio il desiderio di lottare contro la criminalità, non certamente lo stipendio, a spingere Nello a raccontare ancora, nonostante i disagi e le intimidazioni, le brutte storie che accadono sulla sua terra.

Nello Trocchia è stato assalito violentemente da uno sconosciuto solo perché voleva raccontare la storia di Omar Trotta, 31enne ucciso in pieno giorno nella sua bruschetteria, a Vieste. L’omicidio è stato commesso sotto gli occhi della moglie e della figlioletta di 7 mesi di Trotta. Un crimine che, secondo gli inquirenti, è legato alla faida criminale. Omar aveva qualche precedente penale ed era titolare della bruschetteria ‘L’antica bruschetta’, nel centro storico della cittadina pugliese. Erano le 14 quando alcuni sicari sono entrati nel locale ed hanno fatto fuoco. In quel momento, all’interno c’erano solo Trotta e sua moglie. I turisti che passeggiavano sulla centralissima via avevano udito gli spari e dopo essersi avvicinati alla bruschetteria sono rimasti sconvolti. Gli operatori sanitari, subito arrivati sul luogo della sparatoria, non hanno potuto fare altro che decretare il decesso del povero Omar Trotta.

Nello Trocchia voleva solo narrare ai telespettatori quello che era accaduto, magari esprimendo il suo punto di vista. Purtroppo, non gliel’hanno permesso.

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