Cronaca

Omicidio Yara Gambirasio, Bossetti uccise perché respinto

Delitto Yara Gambirasio, motivazioni depositateI giudici hanno depositato presso la cancelleria della Corte d’Appello di Brescia le motivazioni della sentenza con cui, lo scorso luglio, è stato confermato l’ergastolo per Massimo Bossetti, manovale di Mapello accusato di aver ucciso la 13enne Yara Gambirasio nel 2010. 376 pagine con cui è stata motivata la sentenza emessa dai giudici di secondo grado che, in sostanza, hanno confermato quanto deciso dai colleghi di primo grado. La sentenza di primo grado era stata emessa l’anno scorso. Una condanna pesante per Bossetti: ergastolo. I giudici hanno previsto la massima pena per il muratore di Mapello perché ci sarebbero prove incontrovertibili della sua colpevolezza. Secondo i magistrati, Massimo Bossetti avrebbe rapito e ucciso la 13enne di Brembate di Sopra perché lei aveva respinto le sue avances sessuali. Massimo, dopo essere stato allontanato dalla ragazzina, temeva di essere riconosciuto, temeva uno scandalo, e quindi aveva deciso di massacrare  la ragazzina, occultandone il cadavere. In un passo delle motivazioni si legge: ‘Il pomeriggio del 26 novembre 2010 Bossetti stava bighellonando senza gran costrutto e non voleva evidentemente tornare subito a casa dove lo aspettavano i soliti incombenti familiari…’.

Attratto da quelle ragazzine

L’uscita di alcune ragazze dalla palestra avrebbe richiamato l’attenzione di Massimo Bossetti, secondo i magistrati lombardi. Sembra che il manovale sia attratto dalle ‘adolescenti in età puberale’.

All’epoca dell’omicidio di Yara, Bossetti era in pessimi rapporti con la moglie quindi, secondo i giudici, non consumava con lei rapporti ‘intimi’.

L’imputato e  i suoi legali hanno sempre reclamato una super perizia del Dna ma la magistratura non ha mai accolto la richiesta per carenza di materiale genetico. Per i giudici, dunque, è Massimo Bossetti l’orco, colui che 7 anni fa trucidò una ragazzina innocente di Brembate di Sopra. Sia in primo che in secondo grado, il muratore di Mapello è stato condannato al carcere a vita. Giudizi che hanno inevitabilmente richiamato una forte attenzione dei media. Nonostante ciò, almeno stando a quanto hanno riferito i magistrati, il processo si è svolto serenamente.

Bossetti è responsabile

Accusa e giudici non hanno mai avuto dubbi. E’ Bossetti l’omicida di Yara. Ad inchiodarlo la ‘prova regina’, quella del Dna. Sulle mutandine della ragazzina era stato materiale organico che, dopo attenti esami, ha portato a Massimo Bossetti. I periti hanno scoperto materiale genetico sia della vittima che dell’aggressore. Il Dna del Bossetti era stato preso mediante un finto controllo alcolemico. Ebbene, quel Dna coincideva proprio con quello di Ignoto Uno, ovvero quello sugli indumenti di Yara. Nel mondo non può assolutamente esistere un’altra persona con tale profilo genetico. Bossetti è responsabile.

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