Pier Paolo Pasolini, Pino Pelosi è morto: uccise lui il poeta?

By | 20 luglio 2017

Pier Paolo Pasolini, Pino Pelosi morto a RomaGiuseppe Pelosi, detto ‘Pino la rana’, è morto a Roma. Aveva 59 anni. Forse a molti il nome non dice nulla. A chi invece ha seguito il caso dell’omicidio di Pier Paolo Pasolini dice molto. Giuseppe Pelosi aveva passato più di 9 anni in carcere per l’uccisione del poeta, romanziere, regista, drammaturgo e giornalista italiano. Per i giudici era stato Pelosi a massacrare Pasolini all’idroscalo di Ostia la notte del 2 novembre 1975. Eppure ancora oggi ci sono dubbi sulla morte del celebre poeta e romanziere italiano. Giuseppe fu l’unico imputato dell’omicidio e, nel 1977, venne condannato a 9 anni e 7 mesi di reclusione. All’epoca ‘Pino la rana’ confessò il misfatto, disse che fu lui a respingere le avances di Pier Paolo in modo violento. L’intellettuale spesso usciva coi suoi ‘ragazzi di vita’ e Pino era uno di loro. Eppure il delitto Pasolini resta un giallo. Nel 2005, a distanza di tanti anni dall’omicidio, Pelosi tornò sui suoi passi e disse che non fu lui a massacrare il poeta ma 3 persone.

Giuseppe Pelosi condannato per omicidio in concorso con ignoti

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Si è spento la scorsa notte al Policlinico Gemelli di Roma dopo una lunga malattia. Giuseppe Pelosi, negli ultimi anni, aveva rilasciato molte interviste e, dopo l’uscita dal carcere, era stato ospite anche di importanti trasmissioni televisive. ‘Pino la rana’ diceva che non lui non c’entrava nulla con l’uccisione di Pasolini, non era lui ‘l’unico autore’ del delitto, come invece sostennero i magistrati, nel 1977. Effettivamente, all’inizio, Pelosi venne condannato per omicidio in concorso con ignoti. Nel 1975 aveva solo 17 anni e poi era troppo esile per massacrare  da solo un uomo atletico ed energico come Pier Paolo Pasolini. E poi, quando venne trovato dai poliziotti, il giovane Pelosi non aveva gli abiti sporchi di fango e sangue. Il poeta, invece, era ridotto in condizioni terribili. Il suo volto era sfigurato e il corpo pieno di lividi e ferite. Dopo tanti anni, l’omicidio Pasolini resta un mistero che, a questo punto, rischia di infittirsi perché se n’è andata l’unica persona che sapeva molto di quella tragica serata all’idroscalo di Ostia, l’ultima del regista e romanziere bolognese.

Pelosi, nel corso delle tante interviste rilasciate negli ultimi tempi, aveva detto di non aver rivelato la verità sull’omicidio Pasolini perché  ‘i tempi non erano maturi’. Strano, molto strano. Perché Giuseppe non disse la verità a suo tempo, costringendo i giudici a condannarlo? Doveva coprire qualcuno? E chi? Se ne sono dette tante, e tante se ne diranno sul delitto Pasolini ma la verità, forse, non verrà mai a galla. Ora, con la morte di Pino Pelosi, tutto diventa più difficile. Pelosi era stato interrogato, recentemente, in veste di testimone, nell’ambito di una nuova inchiesta sui fatti che condussero al decesso il celebre romanziere bolognese.

‘Avevo vergogna’

Giuseppe aveva dichiarato: ‘Ho aspettato anni prima di parlare perché i tempi non erano maturi. Avevo paura da un lato e vergogna dall’altro. Conoscevo Pier Paolo da alcuni mesi’. Poi, il 59enne aveva detto che quella notte tragica del 1975 si trovò all’idroscalo e, all’improvviso, vide arrivare 6 uomini: 2 di loro tirarono fuori dall’abitacolo il poeta e lo iniziarono a picchiare. Indubbiamente, Pelosi sapeva molto di quell’omicidio. Non a caso aveva scritto anche il libro ‘Io so come hanno ucciso Pasolini’. L’avvocato che difendeva ‘Pino la rana’ aveva detto: ‘Sono sicuro che la Procura riuscirà a dare presto una svolta alle indagini e ad affrancare Pelosi da un omicidio mai commesso’.

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