Pechino: asilo degli orrori, bimbi spogliati e punti con aghi

By | 25 novembre 2017

Un’altra storia di abusi in asilo. Stavolta non siamo in Italia ma in Cina, dove alcuni genitori hanno denunciato comportamenti aberranti degli insegnanti. I piccoli sarebbero stati costretti a spogliarsi ed assumere medicinali sconosciuti. Non finisce qui: i piccoli alunni sarebbero stati costantemente picchiati e maltrattati dalle educatrici. Vari media cinesi hanno riferito che i bambini tornavano a casa con numerose ecchimosi sul corpo e fori di aghi nella pelle.

La denuncia dei genitori

Dopo la denuncia sporta da diversi genitori, sono partire le indagini. La scuola è stata perquisita, almeno secondo quanto riferito dalla Commissione municipale di istruzione di Pechino.

Ryb Education, azienda titolare dell’istituto scolastico, ha comunicato la sospensione degli insegnanti, rendendosi disponibile e collaborare con gli inquirenti.

E’ veramente scioccante quello che avveniva in un asilo di Pechino gestito da una società quotata a New York. I genitori sono adirati e vogliono che sia fatta giustizia. I piccoli, durante le lezioni, sarebbero stati più volte denudati, punti con gli aghi e costretti ad assumere strane pillole.

I funzionari cinesi della Polizia e dell’istruzione non hanno confermato nulla finora. Le indagini vanno avanti.

Donna in lacrime davanti all’asilo di Pechino

A Pechino nessuno ha dubbi sull’operato aberrante di alcuni insegnanti. Sono tanti infatti i genitori che hanno notato lividi e trani segni sulla pelle dei figli. Ennesimo presunto caso di abusi in asilo.

Una donna in lacrime ha rivelato ai giornalisti, davanti all’asilo, che un’insegnante avrebbe detto ai bimbi: ‘Ho un telescopio molto lungo  con cui posso vedere cosa accade a casa tua; quindi posso sapere ciò che dici e fai’.

Quegli insegnanti di Pechino, dunque, avrebbero anche minacciato i piccoli.

‘Come può un bambino non avere paura? Ecco perché i bambini non osavano dirlo ai loro genitori’, ha aggiunto la donna durante l’intervista.

RYB Education respinge le accuse

RYB Education ha respinto ieri le accuse, affermando che le lezioni sono continuate.

Secondo la società che gestisce l’asilo di Pechino, non tutti i genitori si sono lamentati dell’atteggiamento degli insegnanti.

La Polizia ha confermato l’inizio delle indagini, promettendo sanzioni severe qualora le accuse si rivelassero fondate.

Le affermazioni dei genitori dell’asilo di Pechino hanno diviso l’opinione pubblica cinese. C’è chi è più cauto, e non si sbilancia prima del termine delle indagini, e chi è furioso e condanna gli insegnanti.

Il presunto coinvolgimento dell’Esercito negli abusi

Fen Junfeng, commissario militare cinese, ha smentito categoricamente le voci di una presunta implicazione degli ufficiali dell’Esercito di Liberazione Popolare nelle presunte molestie nell’asilo di Pechino.

“Chi diffonde tali voci rischia di esser perseguito per ‘colpevolezza legale'”, ha asserito Junfeng.

In Cina chi critica il Governo viene subito censurato. Stavolta però le autorità governative sembra abbiano problemi a reprimere la grossa ‘ondata censoria’.

A Pechino ci sono tanti genitori che vogliono ottenere la verità, vogliono sapere perché i figli avevano tutti quei lividi e quegli strani segni sulla pelle.

Giustizia per le presunte vittime di maltrattamenti

Sui popolari social media cinesi, come WeChat, gli internauti chiedono giustizia per i bambini abusati nella scuola elementare di Pechino.

In Cina il benessere dei bimbi è uno dei temi che più appassiona e sta a cuore alle famiglie, specialmente dopo l’entrata in vigore della politica del figlio unico, che obbliga le coppie ad avere, al massimo, un figlio.

Adesso tutti vogliono risposte dal Governo. Sono stati commessi veramente abusi in quella scuola materna?

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