Perché l’Isis non attacca l’Italia? Per la mafia, l’opinione di Vincenzo Macrì

By | 24 settembre 2017

Stato Islamico non colpisce Italia per le mafie: presunto accordoGermania, Francia, Inghilterra ed altri Paesi sono stati più volti colpiti dall’Isis. Il sedicente Stato Islamico ha fatto tremare molta gente, seminando terrore e morti. Molti, certamente, si saranno domandati perché, finora, il Califfato ha risparmiato l’Italia, ipotizzando una presunta collaborazione con la malavita italiana. Beh, non si sbaglia se si pensa a una certa amicizia tra gli jihadisti e i mafiosi nostrani. Insomma, l’Isis e la mafia potrebbero aver raggiunto un compromesso. L’ex procuratore nazionale antimafia Vincenzo Macrì ha detto in merito: ‘Le mafie italiane sono presenti nel Nord Africa per guidare il traffico dei migranti verso le coste. C’è una sorta di divisione dei proventi di questo traffico’. La parole di Macrì non sorprendono, poiché sono anni che circolano voci su una presunta complicità tra mafia italiana e Stato Islamico. C’è chi dice che vivere in Sicilia mette al riparo dall’Isis. Sarà vero? Supposizioni o realtà. Beh, noi non possiamo fornire risposte certe e dobbiamo attenerci a quello che dicono gli esperti in materia.

Isis e mafia: la rivelazione di un ex agente dei servizi segreti

Le parole dell’ex procuratore nazionale antimafia Vincenzo Macrì portano a considerare una presunta collaborazione tra Isis e mafia italiana. Asserzione che fa discutere, di nuovo, su un tema delicato e attuale. Si era espresso in modo simile, un paio di anni fa, dopo gli attentati terroristici di Parigi, anche un ex agente dei servizi segreti che, insieme al rotocalco Panorama, aveva esaminato attentamente quello che era accaduto nella Capitale francese e riflettuto sui rischi per l’Italia: ‘Il nostro Paese è un territorio molto vasto, difficile da controllare e ricco di luoghi che potrebbero essere considerati obiettivi sensibili. Quindi sarebbe sciocco, per non dire ridicolo, fare una classifica dei monumenti a rischio. Certamente rimangono monitorate costantemente dall’intelligence le metropolitane, le grandi stazioni ferroviarie che hanno importanti centri commerciali e gli aeroporti, oltre ad alcuni acquedotti. Ma la vera protezione è quella indiretta  esercitata dalle organizzazioni criminali’.

Italia protetta dalla mafia?

L’ex agente dei servizi segreti aveva affermato, nel 2015, che era impossibile definire le aree che potevano essere colpite dai terroristi islamici ma invece era possibile delineare, con grande certezza, la zona che non sarebbe mai stata colpita, ovvero il Sud Italia.

Sono passati due anni e dobbiamo dire che l’ex agente dei servizi segreti aveva ragione. Lo Stato Islamico non solo non ha mai colpito il Sud Italia ma tutta l’Italia è rimasta immune dalla violenza jihadista.

Relativamente ad eventuali attacchi terroristici in Italia, l’ex membro dell’intelligence aveva spiegato: ‘Potenziali attentati potrebbero essere portati a segno solo da Napoli in su. Dal capoluogo partenopeo in giù la presenza delle organizzazioni criminali che controllano il territorio non permettono la permeabilità dei terroristi nelle loro zone. Le cellule legate all’estremismo islamico possono solo attraversare quelle zone, ad esempio, la Sicilia, la Calabria, la Puglia e la Campania, ma non  è  permesso loro di fermarsi. La camorra, la ‘ndrangheta e la mafia possono semmai guadagnare dal loro passaggio ma sanno che la presenza in loco di questi soggetti potrebbe solo danneggiarli…’.

Le mafie italiane, insomma, reputano le loro zone inaccessibili. Nessuno vi può comandare, nemmeno i tagliagole dell’Isis.

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