Pesaro, agguato in strada: ucciso Marcello Bruzzese, fratello del pentito

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Marcello Bruzzese, fratello di un collaboratore di giustizia calabrese, è stato ucciso a Pesaro. Due killer con volto coperto lo hanno colto di sorpresa mentre parcheggiava la macchina nel garage. L’uomo abitava con la famiglia in una casa pagata dal Ministero.

Esecuzione mafiosa a Pesaro

Gli investigatori seguono la pista mafiosa per ricostruire la dinamica dell’omicidio di Marcello Bruzzese. L’uomo di 51 anni era originario della Calabria e fratello di un pentito. Bruzzese era scampato ad un agguato nel 1995 quando morirono il padre e il marito della sorella. Il padre era stato vicino al boss della ‘ndrangheta Teodoro Crea, e anche il fratello Girolamo, diventato poi collaboratore di giustizia. L’esecuzione nel centro storico di Pesaro è a stampo ‘ndranghetista, verso le ore 18:30 circa due killer con volto coperto si sono appostati in Via Bovio, dove Marcello Bruzzese abitava con la famiglia. Stava parcheggiando e non è nemmeno riuscito a scendere dalla macchina quando è stato sorpreso. I killer sono ancora ricercati.

Falle nel sistema di protezione del Viminale?

Il programma di protezione è gestito da nuclei delle forze dell’ordine che dipendono direttamente dal Servizio Centrale del Ministero dell’Interno, ci sono diversi gradi di tutela e a volte possono essere cambiate le generalità di tutti i familiari, figli inclusi. Si tratta di un vero e proprio mondo di invisibili costretti a lasciare tutto e che devono imparare a diventare “fantasmi” per non farsi riconoscere dai boss mafiosi, lo Stato garantisce sicurezza e protezione, ma qualcosa deve essere andato male a Pesaro. Forse c’è stato un errore nel sistema. Le indagini proseguono su tutti i fronti. Girolamo Bruzzese, il fratello della vittima, è diventato collaboratore di giustizia nel Duemila. La famiglia Bruzzese vantava un posto nella gerarchia della ‘ndrangheta perché il capofamiglia era il braccio destro di Teodoro Crea, che operava nella piana di Gioia Tauro. Girolamo ha conosciuto tutti i segreti del clan che ha rivelato ai magistrati, portando all’arresto di Pasquale Inzitari, esponente UDC. Marcello Bruzzese non aveva seguito il percorso del fratello, si era trasferito prima al nord e poi a Pesaro.

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