Prete bolognese attacca Papa Francesco su Fb: ‘Mi fa girare i maroni’

By | 27 gennaio 2018

Papa Francesco: prete lo critica su FbPapa Francesco ha certamente molti sostenitori, dentro e fuori dal mondo cattolico ma tanti suoi haters vestono anche l’abito talare. Ebbene sì, spesso e volentieri il Pontefice viene biasimato anche dai sacerdoti. Nelle ultime ore, il Papa argentino ha ricevuto una ‘staffilata mediatica’ da don Mirko Ghelli, prete della parrocchia di San Girolamo dell’Arcoveggio (Bologna). Il casus belli è l’equiparazione dei deportati nei campi di sterminio nazisti ai profughi.

Post pubblicato lo scorso maggio

‘A me sto fatto che Papa Bergoglio e ora anche la Bonino su La 7 paragonino i presunti profughi agli ebrei nei lager mi fa girare parecchio i maroni’, recita il post che don Ghelli ha condiviso sul suo profilo Facebook.

Il post è corredato da due immagini accavallate: una ritrae gli ebrei nei lager, l’altra diversi migranti davanti a un tavolo.

Il post condiviso dal parroco bolognese era stato postato lo scorso 4 maggio 2017, qualche giorno dopo la predica del Pontefice a San Bartolomeo all’Isola Tiberina, durante la quale aveva descritto ‘campi di concentramento’ quelli dei profughi.

Don Mirko Ghelli ha deciso di condividere il post proprio la scorsa notte, alla vigilia della Giornata della Memoria.

Sacerdoti che biasimano il Pontefice argentino

Diversi preti italiani, di recente, hanno suscitato scalpore con le loro frasi, postate sui social. Termini che nessuno mai si aspetterebbe da persone che vestono l’abito talare.

Qualche mese fa, un altro sacerdote di Bologna, don Lorenzo Guidotti, aveva offeso una giovane stuprata. Poi aveva chiesto scusa. Don Francesco Pieri, invece, si era domandato chi avesse ucciso di più tra Emma Bonino, fervente propugnatrice della legge sull’aborto, e il ‘Capo dei Capi’ Totò Riina.

Nei mesi scorsi, a biasimare Papa Francesco era stato anche il teologo americano Thomas Weinandy. Questo aveva spedito al Pontefice una lettera con cui metteva in risalto tutte le problematiche relative al suo Pontificato. Weinandy, a causa di quella missiva, è stato rimosso da ogni incarico.

I timori del teologo americano

Ecco uno stralcio della lunga lettera scritta dal teologo statunitense: ‘Padre Santo, questo mi porta alla mia preoccupazione finale. Lei ha parlato spesso della necessità della trasparenza all’interno della Chiesa. Lei ha incoraggiato spesso, soprattutto durante i due sinodi passati, tutte le persone, specialmente i vescovi, a parlare francamente e a non aver paura di ciò che il Papa potrebbe pensare. Ma lei ha notato che la maggioranza dei vescovi di tutto il mondo stanno fin troppo in silenzio? Perché è così? I vescovi imparano alla svelta, e ciò che molti di loro hanno imparato dal suo pontificato non è che lei è aperto alla critica, ma che lei non la sopporta. Molti vescovi stanno in silenzio perché desiderano essere leali con lei, e quindi non esprimono – almeno in pubblico; in privato è un’altra cosa – le preoccupazioni che il suo pontificato alimenta. Molti temono che se parlassero con franchezza sarebbero emarginati o peggio’.

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