Prete fascista al cimitero fa saluto romano per commemorare rapinatore squadrista

By | 25 maggio 2017
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Prete fascista Orlando Amendola fa saluto fascistaUn prete che fa il saluto romano. Un prete indubbiamente fascista, o meglio neofascista. In Italia, oggi, si vede anche questo. Don Orlando Amendola, curato del Campo X del cimitero Maggiore di Milano, dove riposano molti sostenitori della Repubblica Sociale Italiana, è stato immortalato mentre faceva il saluto romano. Don Orlando stava commemorando, insieme a un gruppetto di nostalgici, un delinquente squadrista ucciso nel 1977, durante una rapina. Col bottino il neo fascista avrebbe finanziato gruppi vicini all’estrema destra.

Il video è già finito su YouTube

Un gesto decisamente deprecabile quello di don Orlando Amendola. Forse questo non sa che il saluto romano è vietato dalla legge italiana. Il filmato che ritrae il prete fascista al cimitero Maggiore è già finito su YouTube ed ha suscitato non poche polemiche. E’ indubbio che il gesto di don Orlando sia un saluto romano. Non è la prima volta che il prete lombardo fa parlare di sé per il suo atteggiamento, non proprio consono all’abito talare che porta. L’anno scorso, ad esempio, era stato visto nei pressi di uno dei tanti gazebi allestiti in occasione delle elezioni amministrative, facendosi immortalare con Stefano Pavesi, membro di Lealtà Nazione (formazione neonazista). Pavesi, nel corso di un’intervista, non ha avuto remore nel confessare di essere fascista. L’anno scorso, il militante di Lealtà Nazione correva per Stefano Parisi. Questo, però, non aveva mai apprezzato lo schieramento del nostalgico, augurandosi che non fosse eletto.

Don Orlando Amendola, col suo atteggiamento, ha fatto intuire la sua inclinazione politica. E’ molto vicino all’estrema destra. A comprovarlo è stato il saluto romano fatto nelle ultime ore durante la commemorazione di un rapinatore squadrista. Paolo Berizzi, nota firma de ‘La Repubblica’, ha scritto: ‘Chi lo conosce sa che non è nuovo a esibizioni politiche’. Berizzi si è occupato, recentemente, dell’avvento di compagini neofasciste in Lombardia.

Ecco perché il saluto romano è vietato in Italia

In queste ore don Orlando Amendola è tornato a far discutere per il suo saluto romano, tanto caro ai fascisti e nazisti. L’anno scorso Luigi Ferrarella aveva ricordato sul Corriere della Sera che il saluto romano è sanzionabile in base alla legge Scelba, risalente al 1952, che mira ad ostacolare la ricostituzione del disciolto partito fascista. Dall’entrata in vigore della legge Scelba ad oggi la magistratura ha spesso assunto atteggiamenti discordanti. La Corte costituzionale, comunque, ha fatto intendere mediante alcune sentenze, che sono punibili solo quei gesti (quindi saluti romani, ndr), fatti in luoghi pubblici e in grado di stimolare la voglia di ricostituire il partito fascista. In sostanza, c’è bisogno della volontà di diffondere l’ideologia fascista; se non sussiste si evita la condanna. L’anno scorso, ad esempio, due militanti milanesi di CasaPound sono stati assolti dalla Corte d’Appello per l’insussistenza degli estremi del reato di apologia del fascismo. I due nostalgici avevano fatto il saluto romano nel 2014, in occasione della commemorazione per Enrico Pedenovi, Carlo Borsani e Sergio Ramelli. Il pm Piero Basilone aveva chiesto una condanna a tre mesi di reclusione e una sanzione di 206 euro. La richiesta non è stata accolta perché ‘il fatto non sussiste’. Quella decisione ha fatto esultare molti nostalgici.

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