Reddito di inclusione: Pd imita M5S come scimmia ammaestrata?

By | 16 luglio 2016
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La Camera ha recentemente approvato il ddl povertà, quello che contempla il reddito di inclusione. L’Aula ha approvato il provvedimento nonostante l’astensione di diversi partiti, tra cui Lega Nord e M5S.

Povertà assoluta: reddito di inclusione la contrasterà?

Il reddito di inclusione sarebbe uno strumento, a detta del Governo, per fronteggiare la povertà assoluta che dilaga in Italia. Guarda caso, il ddl è stato approvato proprio quando l’Istat aveva reso noto che la povertà assoluta ha raggiunto, in Italia, un livello allarmante. Nonostante l’approvazione della Camera del reddito di inclusione, ancora molti storcono il naso, tra cui lo stesso Tito Boeri, presidente dell’Inps, secondo cui il ddl “ha perso pezzi” nel passaggio in Parlamento. L’Esecutivo definisce il reddito di inclusione come “prima misura organica contro la povertà”. Lega Nord e M5S, invece, sono scettici. Lo stesso Grillo, dopo l’approvazione del ddl povertà, ha sottolineato che “il Pd ci imita come una scimmia ammaestrata”, alludendo al tentativo del Governo Renzi di adottare una misura simile al reddito di cittadinanza, cavallo di battaglia del MoVimento.

Renzi e Poletti soddisfatti per la nuova misura

Renzi e il Pd hanno effettivamente imitato il M5S? In effetti, questo reddito di inclusione presenta similarità con il reddito di cittadinanza. Siamo in presenta, dunque, di ‘scimmie ammaestrate’ al Governo. Sono solo supposizioni, per carità, ma ognuno ha il diritto-dovere di farsi delle domande, soprattutto quando ci sono in gioco provvedimenti importanti per moltissime persone. Sul reddito di inclusione, il premier Renzi ha scritto su Twitter:

“La prima misura organica della storia repubblicana contro la povertà approvata oggi in prima lettura: 1,6 miliardi in due anni #lavoltabuona”.

Alle parole di Matteo Renzi hanno fatto eco quelle del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti:

“Oggi si compie un passo importante verso il traguardo di una misura universale di contrasto ala povertà, un reddito di inclusione destinato a tutti i cittadini che si trovano in condizioni di difficoltà, per assicurare un sostegno economico immediato e l’attivazione di servizi personalizzati, incentrati sull’attivazione delle comunità locali, che li aiutino a superare la loro condizione”.

Beppe Grillo ironizza su interventi del Pd

Beppe Grillo e i pentastellati avevano criticato non poco il provvedimento del Governo per fronteggiare la povertà in Italia. Dopo il voto in Aula, il comico e politico genovese ha scritto sul sul blog che il Pd “provoca grasse risate e compatimento. L’ultimo esilarante tentativo di imitazione riguarda il reddito di cittadinanza. Il Pd ha proposto il reddito minimo di inclusione e l’ha fatto con un emendamento con cui cambia il nome  della Social card, che risale al 2012″.

Effettivamente, a molti la recente misura voluta dal Governo per combattere la povertà è sembrata una sorta di ‘mancetta’, un’elemosina che, per giunta, non è per tutti coloro che si trovano in una situazione di disagio economico; inoltre la somma che verrà erogata sarà davvero esigua e comunque non tale da permette a un nucleo familiari di vivere dignitosamente. La stessa Caritas, pur riconoscendo la bontà del reddito di inclusione, ha affermato che si tratta di “un primo passo importante ma non soddisfacente”. Pare infatti che nelle tasche degli italiani in condizioni di povertà assoluta entreranno dagli 80 ai 400 euro al mese.

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