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Referendum No Triv, Il Quesito E Le Ragioni Del SI E Del No, Una Lotta Ambientalista?

referendum-no-triv-17-aprile-si-o-no-come-votare-86a94Incentivare le energie rinnovabili? Utopico. Troppi interessi legati agli idrocarburi fossili. Un giro di denaro troppo grosso; troppi interessi. Tuttavia, l’abrogazione del comma 17 dell’articolo 6, relativo al DDL n. 152 del 3 aprile 2006 potrebbe essere un segnale popolare forte nel segno di un’inversione di tendenza, alla ricerca di una massificazione delle fonti di energia rinnovabili. Ci teniamo a precisare che l’abrogazione di tale comma non abolisce la trivellazione nei mari italiani. Le trivellazioni continueranno e dopo preciseremo in che modalità. Le forze politiche sono divise tra il NO ed il SI, ma Matteo Renzi e molti esponenti del Pd scelgono di non recarsi alle urne il prossimo 17 aprile e promuovono una decisione totalmente politica. Da destra a sinistra, l’ago della bilancia tra NO e SI, per quanto riguarda il referendum NO TRIV, non trova posa, con i singoli personaggi sulla scena politica che, talvolta, si distaccano dalle decisioni dei partiti di cui fanno parte. Boldrini e Grasso invitano i cittadini a recarsi alle urne, esprimendo un voto popolare e costituzionale. M5S, Lega e Sinistra Italiana scelgono il SI, mentre D’Alema, Brunetta e Bersani propendono per il NO.

I sondaggi prospettano una netta vittoria del SI, tuttavia andiamo a scoprire il quesito e le ragioni delle scelte possibili. La scelta di votare Si abroga il comma 17 relativo all’articolo 6 del DDL 52 del 2006 che consente di estrarre idrocarburi fossili oltre 13 miglia dalle costa italiane dopo la data di scadenza prefissata, fino all’esaurimento della vita utile del giacimento. Il NO farà in modo che nulla cambi e continuerà a tenere in vita la legge, consentendo uno sfruttamento infinito del giacimento, con il mancato smantellamento di postazioni che potrebbero non resistere ad eventuali tempeste.

Neanche il SI elimina le trivellazioni nei nostri mari, ma, quantomeno, le limita ad una scadenza, evitando rischi ecologici maggiori.

I favorevoli al SI sostengono che abrogare il comma sia una scelta intelligente in quanto le trivellazioni inquinano i mari ed hanno effetti negativi sul mercato ittico, oltre che sull’impatto geo-ambientale.

Tuttavia, i sostenitori del NO ritengono che l’estrazione di idrocarburi direttamente dai nostri mari implichi un minor passaggio di petroliere e, dunque, un minor rischio di incidenti idro-geologici. In passato, inoltre, nessun incidente inquinante ha riguardato trivellazioni nei mari italiani.

Per esprimere la propria preferenza al Referendum NO TRIV dovremo recarci alle urne il prossimo 17 aprile, muniti di carta d’identità e tessera elettorale. Il referendum abrogativo vi chiederà di annullare la legge. Per tale ragione, dovrete scegliere SI per limitare le trivellazioni nei mari italiani fino alla loro naturale scadenza oppure NO per protrarle fin quando lo permetterà il giacimento.

Qualunque sia la scelta riguardo il NO TRIV, l’espressione del parere popolare resta sinonimo di democrazia.

 

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