Ricostruzione organo genitale maschile con avambraccio alle Molinette

By | 9 giugno 2017

Ricostruzione organo genitale maschile con avambraccioCome ricostruire l’organo genitale maschile grazie all’avambraccio? Un’operazione impensabile e impossibile fino a poco tempo fa. Adesso ricostruire il pene sfruttando l’avambraccio è possibile. Merito della ricerca, che fa passi da gigante, e dell’abilità dei chirurghi dell’ospedale Molinette di Torino. Della tecnica avveniristica si sta parlando alla conferenza internazionale incentrata sulle più avanzate metodologie di ricostruzione. L’intervento sarà frutto della partnership tra il nosocomio torinese Molinette e l’Institute of Urology di Londra.

Risultati soddisfacenti

Due uomini avranno un organo genitale nuovo, tra poco: uno ha subito l’asportazione del pene a causa di un cancro; l’altro ha un ‘micropene’. I chirurghi non faranno altro che prelevare una porzione di cute e sottocute dall’avambraccio (compresi vasi sanguigni e nervi) per creare il nuovo organo genitale maschile. Adesso una domanda sorge spontanea: e la pelle tolta dall’avambraccio? Beh, i chirurghi colmeranno la ‘lacuna’ apponendo un po’ di pelle presa dalla coscia dei pazienti. Il personale sanitario delle Molinette ha assicurato che, con un intervento di qualche ora, ‘si possono ottenere risultati molto soddisfacenti sia dal punto di vista estetico che funzionale’.

Chi potrà farsi ricostruire il pene mediante la tecnica che si avvale dell’avambraccio? Pazienti con difformità congenite dell’organo genitale, persone che hanno subito l’asportazione dell’organo per eventi violenti o transessuali donne. Il risultato della collaborazione tra il nosocomio italiano e l’Istituto londinese è certamente interessante e dà speranze a tante persone, anche trans, che sognano un organo genitale maschile normale. Interventi di ricostruzione del pene erano già stati eseguiti, in passato, ma mai era stato usato l’avambraccio per prelevare il materiale occorrente per eseguire l’operazione.

La storia del 34enne di Palermo

A un 34enne di Palermo, 7 anni fa, vennero asportati il glande, l’uretra e i corpi cavernosi a causa di un cancro al pene. Un intervento durato molte ore che salvò la vita al trentenne. I chirurghi dell’ospedale Buccheri La Ferla di Palermo si dimostrarono molto abili anche nel ricostruire perfettamente il glande e i corpi cavernosi, usando il muscolo retto dell’addome ricoperto di pelle. I tessuti attecchirono benissimo e il personale sanitario rimase soddisfatto. ‘Siamo molto soddisfatti del risultato. Si è trattato di un intervento tecnicamente difficile che ha visto la collaborazione di diverse discipline mediche: oncologia, urologia, chirurgia plastica e anestesia. Da una parte questa procedura ha risolto il problema neoplastico e dall’altra consentirà al giovane paziente la possibilità di avere una vita accettabile mantenendo l’erezione e la possibilità di procreare’, spiegò lo staff di chirurghi siciliani, mediante una nota.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.