Roma, maestro di Karate violenta allieva 14enne

By | 3 marzo 2018

roma-maestro-karate-violenta-allievaRoma e abusi sessuali. Un binomio che negli ultimi tempi sta riempiendo le pagine di tanti tabloid e siti di notizie. La Capitale, negli ultimi mesi, è balzata agli onori delle cronache per episodi di abusi su donne e minorenni. Nelle ultime ore è finito in manette un maestro di Karate 47enne perché avrebbe abusato di una sua allieva. La presunta vittima delle violenze ha 14 anni. La storia è venuta alla ribalta grazie alla denuncia della madre della 14enne, che aveva letto messaggi WhatsApp sul cellulare della figlia, da cui si desumeva l’atteggiamento riprovevole del maestro di Karate.

La denuncia al commissariato San Giovanni

Dopo aver letto quei messaggi orribili sullo smartphone della figlia, messaggi da cui si evince l’intento del maestro di karate, la madre della 14enne romana si è precipitata al commissariato San Giovanni per sporgere una denuncia. La palestra frequentata dalla minorenne è poco distante dal commissariato. La ragazzina vive in zona. Il procuratore aggiunto del pool reati sessuali, Maria Monteleone, ha già ascoltato la vittima degli abusi, nel corso di un’audizione protetta.

Gli investigatori romani adesso vogliono scoprire se il maestro di karate, di professione analista-programmatore, abbia abusato di altre allieve. Il rischio c’è. La casa dell’uomo è già stata perquisita. Gli esperti adesso stanno esaminando il materiale informatico trovato. Il gip ha ritenuto di disporre la misura degli arresti domiciliari per il presunto orco.

Caso simile a quello di Lonato del Garda

Ennesimo caso di abusi commessi in palestra. La storia allucinante scoperta nelle ultime ore a Roma ricorda quella di Giada, ragazza oggi 21enne che per anni è stata abusata da Carmelo Cipriano, il suo maestro di Karate. Questo iniziò a molestarla quando aveva 12 anni. Le molestie sarebbero avvenute in una palestra di Lonato del Garda (Brescia). La ragazza, dopo anni di abusi, ha trovato la forza di parlarne con il padre e la madre. Ai microfoni delle Iene la ragazza aveva raccontato quello che il maestro di karate la obbligava a fare.

“I miei genitori erano andati in vacanza, io ero rimasta a casa perché avevo una gamba rotta. Il maestro di karate si era offerto di aiutarmi a fare riabilitazione il pomeriggio, mi aveva detto: ‘Puoi restare con me’. Mi veniva a prendere e restavo in palestra, in infermeria, c’era un lettino per fare i massaggi e lì mi faceva guardare qualche video, ascoltare qualche canzone, cose normali. Inizialmente mi aiutava davvero con la riabilitazione”. Dopo qualche tempo, però, le attenzioni del maestro di karate era diventate a dir poco morbose.

‘Senza di me non riusciva a starci’

‘Ha iniziato a provare a baciarmi, a sfiorarmi, mi prendeva la mano e la metteva sul suo inguine. Lui non mi diceva niente. Confondevo questo gesto con il fatto che mi volesse bene, pensavo che fosse per quello che mi diceva che ero speciale. Mi diceva che ero la persona più importante della sua vita, che senza di me non riusciva a starci. A quel tempo associavo il fatto che se una persona mi voleva bene, allora significava che dovevo fare certe cose’, ha aggiunto Giada, che per molto tempo aveva dovuto soggiacere alle oscene pretese del suo maestro di karate.

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