Cronaca

Scheggia buca collo di un operaio albanese: morto all’istante

Padova, scheggia uccide operaio stranieroMorte bianca stamani a San Giorgio delle Pertiche, in provincia di Padova. Un operaio albanese, dipendente della Unicka srl, ha perso la vita a causa di una scheggia che gli ha trapassato il collo. Gezim Haka, 58 anni, è morto all’istante. L’operaio, secondo le ultime informazioni, stava lavorando con un macchinario con cui vengono tagliate le lamiere. La Unicka srl opera nell’ambito della produzione di stampi. All’improvviso un frammento metallico è schizzato e si è conficcato nel collo dell’albanese, uccidendolo colpo. I colleghi hanno subito allertato i soccorritori. Sul luogo dell’incidente sono arrivati subito gli operatori del Suem e i carabinieri. Si dovrà ricostruire la dinamica dell’episodio e scoprire il motivo del decesso di Gezim Haka, uomo che aveva lasciato l’Albania per lavorare in Italia. Gezim, alla fine, ha trovato la morte nel Bel Paese.

Tanti decessi sul lavoro in Italia

Quella particella metallica non ha dato scampo all’albanese che lavorava da tempo in una delle tante aziende di Padova e provincia. Un altro straniero morto sul posto di lavoro. Stando a dati diffusi alla fine del 2016, i decessi sul lavoro sono ancora tanti nell’Italia della crisi. A morire sono specialmente gli uomini over 55. Tale informazione era stata diffusa dopo il decesso di tre operai, a Messina. I lavoratori erano stati stroncati dalle esalazioni di gas provenienti dalla cisterna della nave che stavano lavando. Una storia terribile, proprio come quella avvenuta stamattina a San Giorgio delle Pertiche e come tante altre. Commentando le innumerevoli morti sul lavoro, in Italia, il presidente della Repubblica Mattarella ha detto spesso che è inaccettabile tutto ciò: ‘Ogni morte sul lavoro è inaccettabile in un Paese come il nostro’.

L’anno scorso, rispetto all’anno precedente, si erano registrate meno morti sul lavoro: 549 contro le 626 del 2015. Dati che comunque devono portare le autorità a riflettere perché è inammissibile morire per guadagnarsi il pane. Quelli riportati dall’Inail, comunque, erano dati ufficiali. Sappiamo bene, però, che in Italia muoiono spesso e restano feriti molti operai e manovali e nessuno lo riferisce. Rispetto ai dati ufficiali, insomma, il numero dei decessi sul lavoro è senza dubbio superiore. I dati ufficiali poi sottolineano che la maggioranza delle persone decedute sul lavoro è rappresentata da italiani. Ci sembra strano, poiché la forza lavoro di gran parte delle aziende italiane è pressoché straniera. Impensabile che le morti bianche riguardino solo lavoratori italiani. E il caporalato e lo sfruttamento dei migranti nei campi e nei cantieri?

I settori più rischiosi

Tra i settori dell’economia in cui si muore di più ci sono l’edilizia, l’attività manifatturiera e i trasporti. Le morti bianche si registrano particolarmente nel Centro Italia; poi al Sud e al Nord-Ovest. Fanalino di coda il Nord-Est. Marco Bazzoni, operaio metalmeccanico e rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, aveva esclamato: ‘Siamo il Paese europeo con il più alto numero di morti sul lavoro e questo vorrà dire pure qualcosa. Abbiamo anche un altro triste primato, che è quello dell’abuso dei voucher, che molto spesso favorisce il lavoro nero, usati per coprire il lavoro nero. E non mi pare siano stati messi de limiti concreti perché questo abuso possa essere fermato. Averli estesi a tutte le lavorazioni non mi pare sia stata una bella idea’.

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