Senegalese scambiato per ladro di biciclette: costretto a girare con lo scontrino

By | 31 ottobre 2017

Torino, 19enne africano scambiato per ladro di biciIn Italia non è spesso semplice vivere per chi ha la pelle nera. Purtroppo ancora ci sono tante persone prevenute verso gli africani e le persone di colore. Purtroppo. Un 19enne senegalese possiede una bella bici pieghevole, troppo bella per essere posseduta da uno come lui. Siamo a Torino, nella civile Torino. Il ragazzo straniero vive da molto tempo nel capoluogo piemontese, si è ben integrato, ha imparato l’italiano e un mestiere (fa l’idraulico). Il 19enne è un bravo e onesto ragazzo ma deve, a volta, fronteggiare l’inciviltà di molti italiani. Per lui è un dilemma anche andare in bicicletta perché c’è chi crede che quella non sia la sua bicicletta. A regalare al ragazzo la bella bici pieghevole è stata la famiglia italiana che lo ha accolto. Il senegalese ha raccontato quello che gli è accaduto giorni fa alla stazione di  Porta Nuova: ‘Avevo qualche minuto per chiedere un’informazione sugli abbonamenti all’ufficio Gtt. Sono entrato, lasciando la bici fuori. Ho chiesto a un ragazzo di guardarmela, quando sono uscito il ragazzo se n’era andato ma aveva lasciato la consegna a una ragazza. Mancavano 5 minuti alla partenza del treno, ho preso in fretta la bici e sono andato verso il binario…’.

Bloccato da tre poliziotti

Il ragazzo senegalese stava per salire sul treno quando, improvvisamente, è stato bloccato da dietro: “Erano in tre, tre agenti; mi hanno preso la bici e bloccato le braccia. Mi hanno detto ‘di chi è? Non è tua’. Poi mi hanno trascinato all’ufficio Gtt”.

Una volta condotto in quell’ufficio, il ragazzo di colore ha dovuto subire le peggio umiliazioni. Gli agenti credevano proprio che avesse rubato quella bici e per questo gli avevano fatto mille domande al riguardo.

‘Hanno tutto il diritto di controllare, è il loro lavoro, ma di fronte a tutti mi hanno trattato come se avessi ammazzato qualcuno. Io li pregavo di telefonare ad Anna, la signora da cui abito. Al Gtt ci guardavano, nessuno ha detto niente; allora mi hanno lasciato andare’, ha affermato il 19enne.

Il pregiudizio delle forze dell’ordine

Anna (nome di fantasia, ndr), la donna che ospita il ragazzo straniero nella sua casa, ha affermato che la disavventura capitata al senegalese è a dir poco imbarazzante. Il giovane, a detta della signora, era tornato a casa impaurito e triste. All’inizio, Anna e il 19enne hanno cercato di giustificare i poliziotti, in quanto ogni giorno vengono a trovarsi davanti ad africani che spacciano stupefacenti ma il pregiudizio delle forze dell’ordine, in un secondo momento, gli è apparso notevole: ‘Il pregiudizio non può arrivare al punto che un ragazzo con la pelle nera non possa avere una bella bici e che non possa mettersi a correre per prendere il treno. Con mio marito stiamo pensando che forse con questo regalo non stiamo facendo il bene di Cheikh, lo abbiamo messo in una situazione pericolosa’, ha aggiunto Anna.

Il senegalese 19enne, dopo essere stato più volte scambiato per ladro di biciclette per via del colore della sua pelle, ha deciso di girare sempre con lo scontrino della bici in tasca, così nessuno lo può accusare di furto.

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