Senegalese si impicca con la maglietta nella camera di sicurezza della Questura

By | 23 settembre 2017

Bologna, usa maglietta per impiccarsi nella camera di sicurezzaNon sono bastate le misure di sicurezza adottate nella Questura di Bologna. Un senegalese 39enne, arrestato nelle ultime ore perché, sotto i fumi dell’alcol, aveva minacciato la moglie con un coltello, in casa, si è impiccato nella camera di sicurezza della Questura. L’africano avrebbe usato la sua maglietta per togliersi la vita. Gli agenti lo hanno ritrovato senza sensi, spalle al muro, con la t-shirt attorno al collo. L’uomo era finito nella camera di sicurezza dopo la segnalazione della compagna. Il 39enne era tornato a casa ubriaco ed aveva iniziato a comportarsi in modo strano con la moglie, minacciandola con un coltello davanti al figlio di soli due anni. Una volta arrivati nella casa del senegalese, in zona San Vitale, i poliziotti hanno bloccato il 39enne e lo hanno condotto in Questura.  L’accusa mossa nei suoi confronti era di maltrattamenti e resistenza a pubblico ufficiale. Il pm di turno ne aveva disposto il trattenimento nella camera di sicurezza in attesa del rito direttissimo, che si sarebbe dovuto svolgere stamattina.

Adottate misure di sicurezza per evitare atti di autolesionismo

Niente rito direttissimo per il senegalese che, ieri notte, aveva gettato mobili e oggetti per terra, nella sua abitazione, ed aveva minacciato la compagna con un grosso coltello. L’immigrato si è suicidato nella notte con la sua maglietta. Si è impiccato avvalendosi delle inferriate della camera di sicurezza. I poliziotti, quando hanno aperto la porta della cella, hanno trovato il corpo dell’uomo appeso.

Una nota della Questura di Bologna precisa che, dopo l’arresto e il collocamento nella camera di sicurezza del senegalese, erano state adottate le ‘previste procedure di sicurezza al fine di evitare atti di autolesionismo’.

Secondo le ultime informazioni, il 39enne si sarebbe impiccato poco dopo essere stato rinchiuso nella camera di sicurezza della Questura di Bologna. Non si conosce ancora il motivo per cui ha deciso di togliersi la vita. Gli agenti di Bologna, quando hanno visto il corpo appeso del senegalese, hanno allertato altri colleghi e gli operatori sanitari che, in men che non si dica, sono accorsi in Questura, attestando la morte dello straniero. Il pm di turno ha subito ordinato lo svolgimento dell’esame autoptico sul cadavere.

Camere di sicurezza non equiparabili alle celle dei penitenziari

Un suicidio annunciato che si poteva, dunque, evitare? Forse. Bisogna evidenziare che il senegalese non è stato la prima persona a togliersi la vita nella camera di sicurezza di una Questura o di una caserma dei carabinieri. Cinque anni fa, ad esempio, un magrebino si era suicidato nella camera di sicurezza della Questura di Firenze. L’episodio suscitò l’indignazione di molti poliziotti, carabinieri ed altri appartenenti alle forze dell’ordine, che sfruttarono l’occasione per manifestare il loro dissenso verso il provvedimento svuota carceri. Tale misura prevede, tra l’altro, di usare le camere di sicurezza al posto delle celle, in carcere, per reati non gravi, in attesa del rito direttissimo.

Le camere di sicurezza non sarebbero delle valide alternative alle celle dei penitenziari. Lo aveva dichiarato anche il vice capo della Polizia Cirillo durante un’audizione dinanzi alla commissione Giustizia del Senato. Il poliziotto aveva ricordato che le camere di sicurezza sono prive di bagni, non garantiscono l’ora d’aria e non permettono di dividere gli uomini dalle donne, quindi non assicurano il rispetto della dignità della persona.

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