Spara al ladro che ruba: condanna più pesante rispetto al delinquente

By | 5 dicembre 2017

Strano ma vero. Un cittadino italiano, Giuseppe Chiarini, aveva sparato l’anno scorso a un ladro romeno che stava facendo saltare in aria un bancomat con alcuni complici. A distanza di un anno, Chiarini, 40 anni, è stato condannato per tentato omicidio a una pena maggiore di 4 mesi rispetto a quella inflitta al ladro romeno. Cristian Filimon, 20 anni, era stato ferito da alcuni colpi di pistola sparati dal 40enne, situato sul balcone della sua abitazione, a Calcinatello (Brescia).

L’italiano ha patteggiato la pena

E’ costato caro al signor Chiarini sparare a quella banda di delinquenti romeni che avevano fatto saltare il bancomat. Si è beccato una pena più pesante di quella dei ladri.

Oltre al romeno Filimon, hanno patteggiato la pena anche gli altri delinquenti.

Il gruppo di rapinatori romeni, prima del colpo al bancomat bresciano, aveva commesso decine di colpi a Verona, Mantova e Brescia.

Chiarini, che ha patteggiato la pena come i rapinatori, ha detto: ‘Purtroppo questa è l’Italia. Ora rischio anche di dover risarcire quel ladro che ho ferito perché, se dirà che non potrà più lavorare, lo dovrò mantenere per tutta la vita’.

2 anni e 8 mesi per Chiarini

Giuseppe Chiarini è stato condannato a 2 anni e 8 mesi di reclusione; il rapinatore romeno, invece, a 2 anni e 4 mesi di reclusione.

I fatti risalgono al gennaio di un anno fa. Giuseppe, operaio 40enne, aveva udito un forte rumore e si era affacciato. Vicino allo sportello bancomat c’erano alcuni romeni che lo avevano esortato a rientrare in casa.

Chiarini, invece di tornare in casa, aveva imbracciato il suo fucile e sparato diversi colpi.

Il 20enne Filimon era rimasto ferito da un proiettile mentre fuggiva insieme ai sodali.

L’intercettazione shock

Una storia che aveva fatto parlare di sé anche per l’intercettazione di una telefonata. I delinquenti romeni parlavano del più e del meno e, a un certo punto, un certo Nulu Pohirib (capo della banda) aveva detto: ‘Tanto in Italia fai qualche tempo in carcere e poi sei libero’.

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