Squalo bianco attacca surfista 13enne: viva per miracolo

By | 18 luglio 2017

Squalo bianco attacca surfista 13enne: salvaDisavventura in Sudafrica per la surfista 13enne Zoe Steyn, che per poco non veniva uccisa da un grosso squalo bianco. La studentessa si è salvata miracolosamente dopo l’attacco del gigantesco animale che, a quanto pare, ha dilaniato la sua tavola da surf. E’ successo nelle acque dell’Oceano Indiano. Il grosso predatore acquatico è comparso mentre la ragazzina stava aspettando un’onda, a 75 metri dalla costa di East London. Il gigantesco ‘divoratore di uomini’ era spuntato all’improvviso dall’acqua mentre la studentessa cavalcava le onde presso Nahoon Reef, punto molto amato dai surfisti. Zoe, impaurita, era caduta in acqua. L’animale, intanto, divorava la tavola di surf. La 13enne ha affermato: ‘Ho visto un enorme occhio nero spuntare dall’acqua, poi la mia tavola che finiva nelle fauci del predatore’. Nonostante il terribile episodio, la giovane è tornata in acqua il giorno successivo. Momenti di panico. Zoe ha riferito di aver sentito un altro surfista che urlava. Quello squalo bianco era proprio grande!

Un occhio nero che la fissava

In Sudafrica e in altre zone del mondo gli squali bianchi rappresentano delle vere minacce per i surfisti. Le acque particolarmente infestate sono proprio quelle preferite dagli amanti del surf. Zoe non dimenticherà mai l’esperienza vissuta recentemente. Quello squalo bianco poteva ucciderla o mutilarla. Il predatore forse voleva azzannare la sua gamba, invece ha afferrato la tavola e la pagaia. La studentessa è rimasta miracolosamente illesa. Un surfista le ha detto di essere stata molto fortunata perché quello squalo bianco, lungo oltre 10 metri poteva farle seriamente male. ‘E’ stata la prima volta che ho visto uno squalo in 3 anni di surf. Non dimenticherò mai quell’occhio nero che mi fissava. Ero molto spaventata’, ha confessato la Steyn.

Zoe, nonostante il terrore, il giorno seguente era nuovamente sulla tavola da surf. La ragazza, comunque, ha confessato di non sapere se tornerà nuovamente a Nahoon Reef. Oggi Zoe ringrazia il surfista JP perché l’ha aiutata a tornare sulla spiaggia sana e salva. JP ha rischiato la vita per la 13enne. La ragazzina ha imparato che non bisogna mai fare surf in solitudine. I rischi sono alti.

I segni dei denti dello squalo sulla tavola di Zoe

Il fotografo Veaudry, 40 anni, ha affermato riguardo all’incidente: ‘Tutto è avvenuto rapidamente. Zoe urlava e lo squalo bianco afferrava quella tavola. Io non pensavo ad altro che raggiungere subito la spiaggia’. Lo squalo ha azzannato la tavola, non il corpo della ragazzina. Una circostanza favorevole. Se un po’ di sangue fosse finito in acqua sarebbe accaduta una vera tragedia. Sulla tavola da surf di Zoe si possono notare i segni dei denti dello squalo. Guardandoli si possono immaginare le ferite che avrebbe riportato Zoe se fosse stata azzannata.

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Alla scena ha assistito anche il 33enne Tristan Wantenaar. L’uomo ha rivelato di aver sentito gridare la 13enne, osservando poi una grossa pinna che emergeva dall’acqua. Era solo squalo bianco, un terribile predatore acquatico diventato famoso in tutto il mondo grazie al film diretto nel 1975 da Steven Spielberg. Prima pellicola di una fortunata serie. Il cineasta americano basò la sua opera sul romanzo di Peter Benchley che racconta la storia di un gigantesco squalo bianco che terrorizza i turisti presso un resort newyorkese.

C’è una probabilità su 3,7 milioni di essere aggrediti da uno squalo bianco. In Sudafrica, purtroppo, si sono registrate molte aggressioni: sei anni fa gli squali bianchi avevano ucciso tre persone. E’ andata benissimo, dunque, allo giovane Zoe, amante del mare e del surf ma non ancora molto esperta.

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