Impicca la figlia e riprende tutto su Facebook Live, poi si suicida

By | 25 aprile 2017

Un thailandese di 21 anni, Wuttisan, ha impiccato la figlioletta di 11 anni e poi si è suicidato allo stesso modo. Il ragazzo ha testimoniato tutto su Facebook mediante la funzione Live. Insomma, ieri molte persone hanno potuto assistere a un omicidio-suicidio in diretta grazie a Facebook Live. Ancora una volta, il social network di Menlo Park si rende strumento per la diffusione di immagini e scene raccapriccianti.

Beta impiccata in un hotel abbandonato

Wuttisan Wongtalay ha trucidato la figlia Beta in un albergo dismesso, nei pressi dell’aeroporto, a Phuket, e poi si è tolto la vita. Le azioni drammatiche sono arrivate su Facebook e condivise anche da un utente di YouTube e da una televisione locale. A sconcertare sarebbe anche il fatto che il social network ha rimosso il filmato dopo molte ore dalla sua pubblicazione. Il 21enne thailandese non ha avuto remore nello strangolare la figlia di pochi mesi. Dopo aver commesso l’infanticidio, il ragazzo si è allontanato dall’obiettivo, forse per non farsi vedere, e si è suicidato. A scoprire i cadaveri di padre e figlia sono stati i poliziotti, dopo la segnalazione della moglie di Wongtalay che, a sua volta, era stata avvisata dal fratello. Questo aveva visto il cruento video su Facebook.

Gelosia alla base della tragedia

Sembra che alla base della tragedia ci sia la gelosia. Il 21enne aveva litigato, il giorno prima, con la moglie dopo aver controllato il suo cellulare. La donna era stata addirittura minacciata di morte, e per questo era fuggita di casa, lasciando la piccola Beta in balia del furioso Wuttisan. La giovane Jiranuch, comunque, aveva, successivamente, trovato il coraggio di tornare a casa ma del marito e della figlia non c’era neanche l’ombra. Non è la prima volta che la funzione Facebook Live viene usata per testimoniare episodi brutali. Qualche giorno fa, ad esempio, un uomo di Chicago aveva ucciso un 74enne in diretta, dandosi poi alla fuga ed innescando una rocambolesca caccia all’uomo.

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Dopo gli innumerevoli episodi tragici documentati mediante Facebook Live, lo stesso fondatore e CEO del social, Mark Zuckerberg, ha ammesso che la sua ‘creatura’ deve fare ancora passi da gigante per evitare vicende così desolanti e aberranti.

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