Cronaca

Tiziana Cantone venne indotta al suicidio? Procura chiede archiviazione

Tiziana Cantone, richiesta archiviazione indagine istigazione al suicidioTiziana Cantone venne spinta al suicidio? No, per la Procura di Napoli che ha richiesto l’archiviazione dell’indagine relativa all’istigazione al suicidio. Tiziana, 31enne di Mugnano, si era suicidata lo scorso settembre dopo la diffusione sul web di diversi video ‘piccanti’ che la ritraevano. La ragazza non riusciva a sopportare la vergogna, non riuscire più ad uscire di casa perché perseguitata dall’onta collegata ai filmini ‘spinti’. Il gip deciderà tra qualche giorno se archiviare o meno l’indagine, attualmente contro ignoti, relativa all’istigazione al suicidio. Oltre a tale indagine, ne era stata avviata un’altra relativa alla calunnia. Tale indagine, lo scorzo marzo, era arrivata al rinvio a giudizio nei confronti di Sergio Di Paolo, fidanzato di Tiziana. L’uomo e la Cantone avrebbero accusato subdolamente 5 persone di aver diffuso in Rete i video ‘piccanti’. E’ passato un anno dalla morte di Tiziana Cantone e che cosa è successo? Nulla.

La vergogna per i video ‘spinti’

Le indagini proseguono sul suicidio della 31enne di Mugnano che, lo scorso settembre, si era tolta la vita per il forte imbarazzo legato alla diffusione di filmati ‘piccanti’. Già, quei filmini, quei maledetti filmini. La Cantone aveva iniziato a farsi riprendere in atteggiamenti inequivocabili per gioco, e per gioco inviava i video ai partner. Non ipotizzava la viralità di quei contenuti. Invece, quei contenuti erano finiti su diversi siti per adulti, erano diventati virali. Era stata violata, in un certo senso, la sua intimità. Un imbarazzo incredibile che pesava come un macigno, che alla fine ha portato Tiziana al suicidio.

La 31enne di Mugnano aveva tentato di far cancellare dalla Rete quei video, senza riuscirvi. Era caduta, così nella spirale dell’ansia e della depressione. La gente la derideva, la definiva ‘pietra dello scandalo’. Ma Tiziana non voleva certo diventare una star.

La solitudine e il suicidio

Nel maggio 2016 Tiziana Cantone si era presentata in Procura per denunciare la diffusione dei video ‘spinti’. Aveva detto ai magistrati di aver inviato qualche video ai suoi partner virtuali, ovvero quelli conosciuti sui social. Tiziana aveva fatto 4 nomi, quelli dei soggetti a cui aveva inviato i filmini, senza tirare in ballo il fidanzato, Sergio Di Palo, colui che aveva fatto le riprese. Niente cinema, supermercato, palestra e passeggiate. Tiziana, a un certo momento, aveva deciso di trincerarsi in casa. Uscire per lei significava essere additata e derisa. Maledetti video ‘piccanti’ girati per gioco. Un gioco pericoloso. Tiziana si era ritrovata sola. Nessuno la chiamava e cercava. L’unico che le era stato vicino, fino alla fine, era stato l’ex fidanzato.

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