Tonno a pinne gialle tossico, Ministero comunica il ritiro

By | 5 luglio 2017
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Tonno tossico ritirato in Italia: la comunicazione del MinisteroTorna l’allerta del tonno a pinne gialle tossico. Ieri, 4 luglio 2017, il Ministero della Salute italiano ha comunicato il ritiro dal commercio del ‘Filetto Tonno Pinne Gialle Qualità Extrataglio Misto’ della Trivaris Sl in scatole sottovuoto con peso variabile. La ragione del ritiro è l’eccessiva quantità di istamina presente nel tonno proveniente dalla Spagna. La news è stata diffusa anche dallo Sportello della Salute, che ha specificato anche il lotto interessato dal ritiro, ovvero il T154-17. La data di scadenza riportata sulle confezioni è 01-11-2018. L’Italia, proprio ieri, aveva comunicato al Sistema di allerta alimentare rapido europeo l’esistenza di ben 6 stock di tonno tossico, ovvero contenente quantità considerevoli di istamina, proveniente dalla Spagna.

Attenzione non è mai troppa

Attenzione al tonno che acquistate e consumate, dunque, perché c’è il rischio di rimanere intossicati. Nelle partite ritirate ieri è stato rilevato un grande quantitativo di istamina. Tale sostanza, decisamente nociva, era presente nei lombi di tonno albacora confezionati sottovuoto e in alcune partite di tonno albacora scongelati. Tutti gli alimenti provenivano dalla Spagna. Lo scorso mese il Ministero della Salute spagnolo aveva annunciato la presenza di rilevanti quantità di istamina nel tonno fresco. La nota del Ministero iberico venne rilanciata anche dal corrispettivo Ministero italiano. Il rischio intossicazione alimentare, dunque, c’è. E’ indubbio. In questi casi l’allerta non è mai troppa.

La sindrome sgombroide

La autorità sanitarie ricordano che l’istamina è una sostanza molto pericolosa che provoca un avvelenamento e si manifesta come sindrome sgombroide. Gli effetti della patologia possono essere gravi in soggetti già affetti da particolari patologie, come l’asma. In pericolo anche chi ha particolari allergie. L’istamina è presente solitamente in pesce fresco conservato male o andato a male. Quando la carne si deteriora o non viene conservata correttamente il pericolo istamina è elevato. Attualmente, si rischia seriamente di essere colpiti dalla sindrome sgombroide in caso di consumo di particolari alimenti, ossia tonno e pesce azzurro, come sgombri e sarde.

Se il pesce non viene correttamente preparato o conservato si può andare incontro a casi di intossicazione alimentare. Le cause dell’intossicazione alimentare da tonno o altro pesce è rappresentata essenzialmente dalla grande presenza di istamina o ciguatossina. Nel momento in cui il tonno non viene conservato correttamente, si innesca un processo di deterioramento dei tessuti che porta alla formazione di istamina e quindi all’avvento della sindrome sgombroide, per via della tipologia del pesce contaminato, ossia quello con la carne rossa. Quando invece l’intossicazione alimentare è dovuta alla ciguatossina interviene la ciguatera. La sindrome, in questo caso, non ha origine batterica ed è generalmente correlata al consumo di pesci tropicali o subtropicali. Negli ultimi anni, però, si sono registrate anche intossicazioni alimentari dovute alla ciguatossina dopo il consumo di pesce pescato nel Mar Mediterraneo. Massima attenzione, dunque. Adesso vediamo i tipici sintomi della sindrome sgombroide.

Recarsi dal medico di fiducia

Come detto prima, certe persone (quelle più sensibili) devono assolutamente recarsi in ospedale in caso di sindrome sgombroide perché i sintomi possono essere molto gravi, come sensazione di soffocamento, tachicardia e diarrea. Le persone in salute, invece, accusano generalmente eczema o prurito. Le avvisaglie tipiche dell’intossicazione alimentare da ciguatossina, invece, sono di tipo neurologico, come prurito, agitazione, indolenzimento e problemi nella deglutizione.

La diarrea ed altri sintomi delle intossicazione possono causare la disidratazione, quindi è doveroso bere molta acqua per reidratarsi. Ovviamente, chi viene colpito da un’intossicazione alimentare dovrebbe consultare subito il proprio medico di fiducia, il quale, dopo aver valutato la situazione, decide se è opportuno o no il ricovero ospedaliero.

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