Cronaca

Fa uccidere il genero per incassare risarcimento dell’assicurazione

Suocera pianifica omicidio generoUn caso misterioso, che fa invidia al migliore dei film gialli. Una suocera avrebbe architettato un piano per uccidere il genero ed incassare il risarcimento dell’assicurazione. Una storia piena di zone grigie. Molti punti sono poco chiari. I protagonisti sono la suocera della vittima, Anna Masciopinto, il fratellastro, Vito D’Addabbo, e un uomo con precedenti penali collegati a truffe assicurative. Il 24enne Girolamo Perrone è morto lo scorso ottobre dopo essere stato travolto dalla vettura guidata da Vito D’Addabbo. Girolamo si era sposato due giorni prima.

Suocera in carcere

Perrone, dopo l’incidente sulla strada provinciale tra Adelfia e Cassano Murge, era stato trasportato all’ospedale, spirando qualche giorno dopo. La suocera e i malefici sodali, però, non erano riusciti a riscuotere nulla; anzi una cosa l’hanno rimediata: la detenzione in carcere con l’accusa di omicidio volontario.

L’accusa sostiene che la suocera e i due uomini si sarebbero accordati preventivamente sulla somma da dividersi. Il denaro sarebbe stato riscosso dalla signora Masciopinto e poi suddiviso.

La rabbia della sorella della vittima

Non si dà pace la sorella del 24enne, Angela Perrone, che afferma: ‘Sono certa che sia stato tutto programmato, anche il suo matrimonio. Noi della famiglia non sapevano che si sarebbe sposato, è avvenuto tutto molto in fretta… Hanno lasciato mio fratello agonizzante e in coma su quella strada, e ancora non capisco cosa ci facesse lì quella sera. Forse è stato portato con l’inganno’.

Vito D’Addabbo, dopo aver travolto il ragazzo, aveva detto ai carabinieri che il pedone era uscito all’improvviso dai campi. Non era stato in grado di schivarlo.

Carabinieri ed operatori sanitari avevano notato Perrone in fin di vita. Vano il ricovero in ospedale.

‘Quando abbiamo saputo che alla guida dell’auto c’era D’Addabbo abbiamo pensato che c’era qualcosa di strano. Abbiamo chiesto spiegazioni alla suocera ma lei diceva di non sapere nulla. Anzi ha raccontato che quella sera hanno aspettato mio fratello fino a mezzanotte preoccupati perché non era rincasato. Ma a loro non importava nulla di lui. Al suo funerale non ho visto versare una lacrima da nessuno della sua nuova famiglia e questo mi è bastato per capire che i miei sospetti erano fondati…’, ha aggiunto la sorella della vittima.

Join The Discussion

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.