Un italiano su 4 rischia l’esclusione sociale, uno su 2 al Sud

By | 6 dicembre 2016

I dati Istat parlano chiaro. Un italiano su 4 è a rischio povertà o esclusione sociale. Al Sud, invece, rischia di restare fuori dai giochi un italiano su 2. Una situazione allarmante quella fotografata dal celebre istituto di statistica, secondo cui il dato non ha subito grosse variazioni rispetto al 2014.

Troppi poveri in Puglia, Campania e Sicilia

Tantissime persone rischiano l’emarginazione sociale al Sud. In tutte le regioni del Sud Italia il rischio povertà è nettamente superiore rispetto alla media italiana. La situazione è drammatica, poi, in Puglia, Campania e Sicilia. L’Istat ha sottolineato che nel Belpaese il 50% dei nuclei familiari vive con circa 2.000 euro al mese. A rischiare maggiormente l’esclusione sociale sarebbero i soggetti che vivono in famiglie formate da 5 o più membri. Se non ci sarà un’inversione di tendenza sarà molto difficile centrare gli obiettivi stabiliti dalla Strategia Europea 2020. In sostanza, entro il 2020 in Italia dovrebbero esserci meno di 12 milioni e 882mila persone a rischio povertà ed esclusione sociale. Attualmente il rischio povertà concerne oltre 17 milioni di italiani.

Non è bella la situazione delineata dall’Istat nelle ultime ore. Specialmente al Sud e nelle isole è alto il rischio povertà. Una persona su 2, in sostanza, rischia l’esclusione sociale. La regione italiana in cui è forte la diffusione della bassa intensità lavorativa è la Sicilia; seguono Campania e Sardegna.

I nuovi poveri: lavoratori e ragazzi

In Italia ci sono molti poveri. Troppi. Il rischio di esclusione sociale è elevato per molti soggetti. Tutto questo è inammissibile. Bisogna sottolineare anche un fatto: i poveri non sono solamente i disoccupati, gli anziani e le famiglie numerose ma anche i lavoratori, i ragazzi e i nuclei familiari non numerosi. Secondo un recente dossier della Caritas, tantissimi italiani non riescono ad acquistare beni e servizi necessari per condurre una vita dignitosa. Dal 2007 ad oggi la percentuale delle persone povere è aumentata enormemente: si è passati dal 3,1% al 7,6%. Un incremento che non si è mai arrestato, ad eccezione del 2014. Tale stop, però, è stato apparente. E’ sempre il Sud a pagare maggiormente le spese di una situazione diventata insostenibile. Nel Mezzogiorno, lo ricordiamo, vive il 45,% dei poveri di tutt’Italia. Dal 2008 ad oggi nelle regioni meridionali sono stati tagliati 576.000 posti di lavoro.

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