Cronaca

Unicredit sotto attacco hacker: in pericolo codici Iban

Unicredit vittima di un'incursione informaticaUnicredit ha reso noto di essere stata attaccata dagli hacker. L’incursione informatica è stata alquanto importante ed ha riguardato i dati di 400.000 clienti italiani. La nota banca ha comunque precisato che i dati presi di mira concernono essenzialmente i prestiti personali. Gli hacker, dunque, non avrebbero trafugato dati che permettono di eseguire transazioni non autorizzate o accedere ai conti. In pericolo, invece, sarebbero codici Iban e dati anagrafici. In base alle indagini di Unicredit, una prima incursione sarebbe avvenuta l’anno scorso, tra settembre e ottobre; una seconda, invece, tra giugno e luglio 2017. L’attacco è stato sferrato mediante un collaboratore commerciale italiano. La banca ha già segnalato l’attacco informatico alle autorità competenti e stamane presenterà un esposto alla Procura della Repubblica di Milano. L’episodio ha causato un calo del titolo in Borsa: -0,7%.

Unicredit: 2,3 miliardi per lo sviluppo dei sistemi informatici

Gli hacker rappresentano un’insidia anche, e soprattutto, per le banche. Negli ultimi tempi, a cadere nella rete dei pirati informatici è stata Unicredit che, di recente, ha assicurato di aver già preso tutti i provvedimenti necessari per scongiurare nuovi attacchi informatici. L’istituto ha precisato, in un comunicato, che l’obiettivo principale è difendere i dati dei clienti. Non a caso, ha stanziato 2,3 miliardi di euro per migliorare i suoi sistemi informatici.

Molti clienti Unicredit, in queste ore, sono in ansia. La banca ha messo a disposizione il seguente numero verde per tutti i clienti che vogliono ottenere info: 800323285. Ovviamente, informazioni possono essere ottenute anche dagli operatori delle tanti filiali presenti sul territorio italiano. In caso di problemi, Unicredit contatterà subito i clienti. Per motivi di sicurezza il contatto non avverrà tramite telefonate o email.

Attacchi informatici: gravi danni economici alle banche

Kasperky Lab ha scoperto, al termine di una recente indagine, che un attacco informatico ai servizi di online banking produce più danni rispetto ad altri ambiti. In media, un’incursione informatica costa quasi 2 milioni di euro a una banca. In altri settori, il costo medio di un raid hacker costa mediamente un milione di euro. Uno dei maggiori servizi utilizzati dai correntisti è l’online banking e non è un caso che sia proprio quello più preso di mira dagli hacker. Un attacco hacker produce non solo danni economici a una banca ma anche danni alla reputazione. I potenziali clienti sceglieranno la concorrenza e i clienti potrebbero optare per l’estinzione del conto e passare a un altro istituto.

Dalla Relazione annuale sulla politica dell’informazione per la sicurezza, presentata a Palazzo Chigi l’anno scorso, era emerso che le banche sono tra i principali obiettivi dei pirati informatici. L’agenzia Cyber Affairs aveva dichiarato: ‘Se nel 2015 target principali degli attacchi cyber risultavano quelli operanti nei settori della difesa, delle telecomunicazioni, dell’aerospazio e dell’energia, nel 2016 figurano ai primi posti il settore bancario, con il 17% delle minacce a soggetti privati, le Agenzie di stampa e le testate giornalistiche che, insieme alle associazioni industriali, si attestano sull’11%’.

La società contemporanea non può fare a meno della tecnologia. Ormai ci sono web e tecnologia ovunque. E gli hacker ne approfittano. Gli attacchi informatici, secondo gli esperti, saranno sempre più sofisticati e dannosi. E’ necessario, perciò, che evolvano anche i sistemi di sicurezza.

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