Cronaca

Vaccini obbligatori nel Lazio: massima adesione, risultato soddisfacente

vaccini-lazio-adesione-scuolaLo scorso 10 marzo 2018 è scaduto il termine entro il quale le famiglie dei bimbi che frequentano le scuole dovevano esibire il libretto delle vaccinazioni o documento attestante l’avvenuta prenotazione delle vaccinazioni obbligatorie. Chi non è in regola non potrà frequentare la scuola. Nel Lazio la popolazione si è dimostrata adempiente: più del 97% dei bimbi nella fascia d’età 0-6 anni sono risultati in regola. La normativa sui vaccini obbligatori, dunque, nel Lazio è stata complessivamente rispettata.

Le campagne di sensibilizzazione nel Lazio sono servite

Fiero dell’atteggiamento delle famiglie del Lazio è anche Alessio D’Amato, responsabile della Sanità della Regione Lazio, che parla di ‘un balzo in avanti molto importante’ delle immunizzazioni. Nella fascia d’età 0-3 anni, solo 30 famiglie laziali hanno deciso di non immunizzare i piccoli. Un numero veramente esiguo rispetto a tutti coloro che hanno preferito rispettare la legge.

Claudio Colistra, segretario e consigliere dell’Ordine provinciale di Roma dei medici chirurghi e odontoiatri, ha spiegato: ‘Ci aspettavamo un risultato positivo, ma se questi dati dovessero essere confermati vuol dire che siamo andati oltre le previsioni. E questo significa che tutto il movimento di sensibilizzazione dei cittadini che c’è stato è stato estremamente positivo. Anche personalmente ho proseguito come sempre a fare il mio lavoro nei confronti della sponsorizzazione e della positività dei vaccini e devo dire che i risultati ci sono stati’.

In merito alle famiglie che hanno scelto di non vaccinare i piccoli, Colistra ha detto: ‘Dobbiamo in qualche modo rispettare la loro volontà. Ovviamente ci sono delle conseguenze che la legge prevede. La loro è una scelta, ma le scelte a volte hanno anche un prezzo… Francamente questa minoranza non penso che possa fare testo rispetto alla maggioranza dei genitori che ha detto sì alle vaccinazioni. E in questa moltitudine, sicuramente, c’è una fetta di scettici che si sono convinti strada facendo della bontà del progetto. Spero che queste 30 famiglie parlino con i loro medici, soprattutto con il proprio pediatra, per confrontarsi sul perché si debbano assolutamente fare i vaccini. Il vaccino è la salvezza dell’umanità ed è nell’interesse di tutti’.

Nessuna proroga: la nota del Ministero

Intanto il Ministero della Salute precisa che non ci sono proroghe riguardo all’esibizione dei certificati vaccinali. Una nota diffusa dal dicastero dice chiaramente che ‘il termine del 10 marzo vale per tutte le Regioni, anche per quelle che hanno aderito alla procedura semplificata. Il termine del 10 marzo è fissato dalla legge ed è stato ribadito anche dall’ultima circolare Miur-Ministero della Salute dello scorso 27 febbraio che ha fornito le indicazioni operative per l’anticipo, per l’anno scolastico 2017/2018, della procedura semplificata prevista dalla legge a partire dall’anno scolastico 2019/2020 che consente lo scambio diretto di dati tra Asl e Istituti scolastici. Per questo, nel caso non si sia adempiuto agli obblighi vaccinali entro il 10 marzo è vietato l’accesso per asili nido e scuola infanzia (0-6 anni) sino a quando il minore non sarà vaccinato o non avrà regolarizzato la propria posizione vaccinale. Per i ragazzi della scuola dell’obbligo (6-16 anni) scatta la procedura che può portare a una sanzione pecuniaria da 100 a 500 euro. In ogni caso, i bambini (0-6 anni) saranno immediatamente riammessi a scuola nel momento in cui dimostrino di essere in regola’.

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