Vittorio Sgarbi a giudizio per diffamazione aggravata

By | 25 maggio 2017

Vittorio Sgarbi citato in giudizio per diffamazioneIl noto critico d’arte Vittorio Sgarbi è stato citato in giudizio per diffamazione aggravata. A denunciarlo è stato Giovanni Teri, ex comandante della stazione dei carabinieri di Salemi. Il celebre intellettuale italiano si sarebbe visto notificare, nelle ultime ore, un decreto di citazione in giudizio in riferimento a parole che avrebbe proferito quando ricoprì la carica di sindaco di Salemi, dal 2008 al 2012. Tale Comune venne poi sciolto per infiltrazioni mafiose.

I fatti risalgono al 2013

Vittorio Sgarbi dovrà presentarsi, il prossimo 18 settembre 2017, davanti ai magistrati del tribunale di Trapani per difendersi dall’accusa di diffamazione aggravata. I fatti risalgono al 2013, quando il critico d’arte convocò una conferenza stampa successivamente alla sua deposizione, come testimone, nel procedimento di prevenzione a carico di Giuseppe Giammarinaro, ex consigliere regionale. Le parole di Sgarbi si riferirono proprio allo scioglimento per mafia del Comune che amministrava, attuato nell’ambito dell’operazione Salus Iniqua. A Giammarinaro vennero sequestrati beni per 15 milioni di euro.

Nel corso della conferenza stampa, Vittorio Sgarbi affermò che nessuno delle istituzioni gli disse di fare attenzione a Giammarinaro; poi parlò del maresciallo Teri, all’epoca al comando della stazione dei carabinieri di Salemi. Adesso la Procura di Trapani riconosce Giammarinaro parte offesa. Ennesima doccia gelata per il critico d’arte di Ferrara che, negli ultimi tempi, si è beccato più di una querela per diffamazione. A denunciarlo, ultimamente, è stata anche Alice Salvatore, consigliera regionale del M5S in Liguria. Sgarbi, dopo aver appreso la notizia, ha detto, riferendosi alla  Salvatore: ‘Non so neanche chi sia’. La consigliera regionale ha querelato l’intellettuale ferrarese perché questo, nel 2015, prima delle elezioni regionali, le riservò termini scurrili in occasione di un programma televisivo, come ‘capra ignorante’.

Dopo aver avuto contezza della querela presentata dalla consigliera grillina, Vittorio Sgarbi ha attaccato anche il M5S: ‘Ritengo che il M5S a Genova abbia una consistenza così indefinita che non sono stati capaci nemmeno di fare le loro primarie. Di processi ne ho avuti 500, non mi preoccupo, anzi. Sono felice di averlo, così potrò ripetere quello che penso. Vado a processo per un reato che non esiste. Questo prova la condizione della magistratura italiana. E noi paghiamo i magistrati per perdere tempo su una frase come ‘ignorante come una capra’. Tutti soldi buttati via’.

La querela degli animalisti

Dopo la replica al vetriolo alla Salvatore, il critico d’arte ha attaccato anche il ministro della Giustizia Orlando, sostenendo che la consigliera regionale, durante la trasmissione televisiva aveva riferito cose infondate sul suo percorso professionale.

Tra le tante querele che Vittorio Sgarbi si è beccato negli ultimi anni c’è anche quella degli animalisti. Lorenzo Croce (presidente dell’Associazione italiana difesa animali e ambiente)  presentò l’anno scorso un esposto alla Procura della Repubblica di Ferrara contro il critico d’arte poiché ‘offende le capre’. Croce chiese ai giudici se il continuo utilizzo, da parte di Sgarbi, del termine capra non potesse costituire una sorta di incitamento al maltrattamento degli animali. Il presidente Aidaa, inoltre, sottolineò l’uso improprio della lingua italiana, visto che la capra è uno degli animali più intelligenti. ‘A lui (Sgarbi, ndr) chiediamo, oltre che di smetterla di usare impropriamente il nome capra come epiteto, anche di andare a vivere tre giorni con i pastori ed imparare, pascolando le capre, quanto sono intelligenti quegli animali’, aggiunse Croce.

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