‘Voglio morire, come posso morire?’: in Giappone è emergenza ‘suicidi assistiti’

By | 12 novembre 2017

Suicidi assistiti in Giappone: si chiede aiuto sul webIn Giappone è emergenza suicidi. In base a una recente ricerca, il Paese ha i livelli più alti di suicidi nel mondo. Nel 2016 si sono tolti la vita più di 30.000 giapponesi. Inquieta però anche un dato: ci sono giovani che cercano aiuto sul web per suicidarsi. In Giappone, in poche parole, sta dilagando il ‘suicidio assistito’. L’Associated Press ha rivelato che, lo scorso aprile, la 21enne Sayaka Nishizawa, aveva contattato online il 33enne Kazunari Saito e gli aveva offerto 1.700 dollari per aiutarla a suicidarsi. ‘Voglio morire, come posso morire?’, avrebbe chiesto la 21enne all’uomo. Il cadavere della giovane era stato ritrovato dal padre lo scorso 16 aprile 2017. La Polizia, dopo aver esaminato le conversazioni online tra il 33enne e Sayaka, era risalita a Kazunari, ovvero colui che l’aveva aiutata a morire, ad attuare il ‘suicidio assistito’. Secondo gli investigatori, l’uomo avrebbe risposto all’aspirante suicida: ‘Ti darò un sacco di pillole per dormire, ti aiuterò’. Kazunari Saito è stato  recentemente poiché accusato di aver somministrato alla 21enne una quantità considerevole di pillole per dormire; poi l’avrebbe soffocata. Il tabloid Kyodo ha riferito che l’uomo aveva già aiutato altre persone a togliersi la vita.

Suicidio dilaga tra bimbi e adolescenti

Chiedere aiuto sul web per togliersi la vita è diventata quasi una moda in Giappone. Perché molti giovani nipponici vogliono attuare il ‘suicidio assistito’? Perché sono stanchi di vivere? Cos’è che non va?

In Giappone non si suicidano solo adolescenti ma anche bimbi piccoli. In tale nazione il giorno in cui si registra il maggior numero dei suicidi è quello del rientro a scuola, dopo le vacanze estive.

Un recente studio pubblicato dall’Ufficio del Gabinetto giapponese si è concentrato sui suicidi di 18.000 bambini, dal 1972 al 2013, in Giappone ed ha dimostrato che 131 suicidi erano avvenuti il primo giorno di settembre, ovvero il giorno in cui i piccoli tornano a scuola.

La ricerca ha permesso di scoprire un numero indubbiamente elevato di suicidi alla fine di agosto e all’inizio di settembre, ma anche a metà aprile.

Perché il boom di suicidi tra i ragazzini anche a metà aprile?
Semplice, le scuole riaprono dopo lo stop primaverile.

I numeri fanno impallidire. Il tasso di suicidio generale del Giappone è all’incirca il 60% superiore rispetto alla media globale, secondo un rapporto dell’Oms risalente al 2014. Proprio nel corso di tale anno 25.000 giapponesi si erano tolti la vita: una media di circa 70 suicidi al giorno.

Principale causa di morte tra gli adolescenti

Tre anni fa, in Giappone, il suicidio è stato la principale ragione di decesso tra i ragazzi nella fascia di età 10-19 anni. Ogni anno si registrano circa 4.600 suicidi tra i giovani appartenenti alla fascia d’età 10-24 anni. I casi di ospedalizzazione per ferite autoinflitte, poi, sono oltre 157.000 l’anno.

In Giappone, a differenza delle nazioni occidentali, il suicidio ha una valenza diversa. Per la dottrina cristiana il suicidio è un peccato dal momento in cui S. Agostino scrisse ‘La Città di Dio’, nel quinto secolo; in Giappone invece è considerato come un atto che testimonia saggezza.

Riferendosi al suicidio in Giappone, lo psicologo di Tokyo Wataru Nishida ha parlato di ‘un modo di assumersi la responsabilità’.

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