Yara Gambirasio rifiutò avances di Bossetti

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Yara Gambirasio Bossetti

Lo scorso 1 luglio 2016, Massimo Giuseppe Bossetti è stato condannato all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio, una 13enne di Brembate di Sopra. Adesso i giudici della Corte d’Assise di Bergamo hanno depositato le motivazioni.

Bossetti ha un animo malvagio

Dalle 158 pagine di motivazioni si apprendono dati inquietanti relativamente alla personalità del Bossetti, muratore di Mapello. Secondo i magistrati di primo grado Bossetti ha ucciso Yara Gambirasio perché aveva rifiutato le sue avances a sfondo sessuale. Non solo, il muratore avrebbe agito con una crudeltà inaudita. L’assassino di Yara, secondo i giudici, si sarebbe arrabbiato moltissimo ed è uscito fuori di sé. La Corte d’Assise di Bergamo dipinge Bossetti come una persona ‘dall’animo malvagio’ che provava piacere quando provocava dolore a Yara, la ragazzina che aveva rifiutato le sue avances.

I giudici hanno ribadito che la ‘prova regina’ della colpevolezza di Massimo Bossetti è quella del suo dna sul corpo di Yara. Una prova determinante e incontrovertibile. Tale prova, inoltre, è confortata dalla ritrovamento sul cadavere della 13enne di sferette metalliche e frammenti di calce. Bossetti, come detto, è un muratore.

Yara Gambirasio ha provato molto dolore prima di morire

Il muratore di Mapello non avrebbe ucciso Yara Gambirasio in modo impulsivo ma con un certo ‘raziocinio criminale’: prima di freddare Yara, insomma, Bossetti le ha voluto provocare molto dolore. Dopo essersi sfogato, l’uomo avrebbe abbandonato il corpo esanime della ragazzina in un terreno di Chignolo d’Isola.

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