Salute

Ancona, cinquantenne malato di leptospirosi salvato in extremis

Ad Ancona un uomo di 50 anni ha rischiato di morire a causa della leptospirosi. Il paziente è stato salvato in extremis dai medici dell’ospedale.

Ricoverato ad Ancona per leptospirosi

L’uomo, ricoverato d’urgenza e in condizioni gravissime presso l’ospedale di Torrette ad Ancona, è un contadino della zona che probabilmente ha contratto la leptospirosi sul luogo di lavoro.

Il 50enne, risiedente ad Ancona, ha inizialmente pensato di avere una comune febbre e non ha dato peso al suo stato influenzale, ma vedendo che stava peggiorando rapidamente e, presentando sintomi diversi dai tradizionali, ha raggiunto di fretta l’ospedale. La leptospirosi ha un tempo di incubazione di dieci giorni e se non presa in tempo e curata bene, può causare danni fisici davvero gravi.

Ad Ancona, i medici dell’ospedale hanno subito ricoverato il 50enne presso il reparto di terapia intensiva, intubandolo e iniziando la procedura di dialisi, poiché la malattia della leptospirosi già era sfociata nel suo stadio più avanzato: quello del morbo di Weil. Fortunatamente, l’uomo è stato salvato in extremis considerando il fatto che solo un paziente su due riesce a sopravvivere a questa patologia.

Che cos’è la leptospirosi?

La leptospirosi è una malattia infettiva, che ha all’incirca dieci giorni di incubazione. Con il passare dei giorni la leptospirosi progredisce e si evolve nel morbo di Weil, che attacca vari organi, come i polmoni, fegato e reni. La leptospirosi ha un tasso di mortalità molto alto, come spiega al Corriere Adriatico il professore Marcello Tavio, direttore dell’unità che opera nel reparto di Malattie Infettive degli Ospedali riuniti di Ancona.

La leptospirosi porta cefalea, febbre alta e dolori molto acuti nella zona dell’addome. La leptospirosi molto spesso si trasmette quando si è a contatto con i topi, i maiali e anche i cani. Può essere presa infettando ferite presenti nel nostro corpo o tramite le mucose. Il batterio che porta la leptospirosi è molto frequente sia negli animali domestici che in quelli selvaggi e come detto, oltre ai maiali anche i bovini possono facilmente trasmetterla all’uomo.

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