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Arriva il bel tempo: anticiclone Ugolino porterà sole e caldo

Il grande caldo sta per arrivare in Italia. Le temperature aumenteranno notevolmente a partire da domenica prossima, 22 maggio 2016. Sarà l’anticiclone ‘Ugolino’  a portare bel tempo sulla Penisola e temperature elevate. Dopo freddo e pioggia, finalmente arriva un clima gradevole. Era ora, o no? Come spesso accade, farà più caldo al Sud: domenica le temperature dovrebbero aggirarsi sui 30/34°; al Centro si attesteranno sui 28/30°, mentre al Nord saranno più basse ma, comunque, gradevoli. Le piogge, eccetto brevi rovesci temporaleschi, non si dovrebbero far vedere più per un bel po’ in Italia. Già da domani, le temperature aumenteranno in tutte le regioni italiane. Bel tempo ovunque, quindi largo alle scampagnate, ovviamente se si ha tempo. Sole e temperature gradevoli dovrebbero insistere sull’Italia fino al prossimo 29 maggio. Il ponte del 2 giugno, invece, verrà guastato da una perturbazione atlantica che porterà piogge specialmente nel  Nord Italia. La prima metà di maggio è stata caratterizzata dall’instabilità: giornate con temperature spesso al di sotto della norma e piogge si sono alternate a giorni con sole e temperature gradevoli. La seconda metà di maggio, invece, sarà dominata da ‘Ugolino’, quindi dal bel tempo e dal caldo. Sembra proprio che le ‘mezze stagioni’ siano andate in pensione: dopo il grande freddo arriva il grande caldo. Ciò rappresenta uno degli effetti del riscaldamento globale.

Gli esperti hanno accertato che la temperatura media globale, nell’ultimo secolo, è aumentata notevolmente. Se non venissero attuate politiche di mitigazione, tra il 2090 e il 2099 le temperature, nel mondo, aumenteranno mediamente da 1,8° a 4°. Ciò produrrà effetti negativi, come la scarsa quantità di acqua, intensi cicloni tropicali e forti ondate di calore. Una prospettiva quasi apocalittica, non pensate? E’ necessario che si intervenga, perciò, per evitare tutto questo. Non vogliamo che le future generazioni vivano in un mondo problematico, addirittura peggiore di quello attuale. Evitiamo di essere egoisti e pensiamo anche agli altri, a coloro che un giorno abiteranno su questa ‘palla’. Ricordiamo che negli ultimi anni sono aumentate anche le temperature degli oceani, che hanno generato un impatto negativo sulle specie marine. Cosa dobbiamo aspettarci in futuro? Temperature elevate, precipitazioni brevi ma intense, forti ondate di calore e tanti roghi. Temperature alte significa anche più incendi. Qualche anno fa, il ricercatore Pierpaolo Duce sottolineò che entro il 2100 la stagione dei roghi potrebbe durare molto di più, addirittura 30 giorni in più. E’ incredibile. In molte zone, come in Sardegna, sarà difficile domare roghi di immani proporzioni. I cambiamenti climatici faranno anche innalzare il livello dei mari. E’ stato più volte ribadito che, in futuro, spariranno grandi città come New York, Miami e New Orleans: verranno letteralmente sommerse dai mari. Il fenomeno riguarderà, ovviamente, anche l’Italia. L’esperto Piero Lionello ha detto a riguardo:

“Per il nord Adriatico, per esempio, l’espansione sarà maggiore di 15 cm, forse anche più di mezzo metro. Ciò provocherà una maggiore frequenza di potenziali inondazioni delle regioni costiere e dei danni causati dalle mareggiate. L’acuirsi dei fenomeni estremi come le mareggiate aggraveranno i problemi già esistenti. Provocheranno l’inondazione di alcune aree di piana costiera depresse, forti problemi di erosione costiera per tutte le coste basse e sabbiose, infiltrazioni di acqua salata nelle falde costiere di acqua dolce e danni alla biodiversità di alcune zone umide costiere”.

Non dobbiamo rassegnarci però a una prospettiva infame e immodificabile. Qualcosa si può fare per evitare scenari catastrofici. L’importante è rimboccarsi le maniche ed agire sempre nel rispetto dell’ambiente, della terra e dell’atmosfera. Qualcosa si può fare. Certo, il problema non può essere eliminato ma gli impatti negativi possono essere mitigati. E’ determinante, poi, l’adozione di misure efficaci da parte dei Governi nazionali e della autorità internazionali. Non vogliamo far ‘spegnere’ pian piano la nostra cara Terra.

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