Bambino ‘farfalla’ salvato dal genio italiano, Germania non sapeva che fare

By | 9 novembre 2017

Bimbo farfalla salvato dalla ricerca italianaIl genio italiano colpisce ancora e salva vite. Una famiglia siriana, che si era trasferita da poco in Germania, lo sa bene. Hassan era stato ribattezzato bambino ‘farfalla’ perché un paio di anni fa gli cadeva la pelle, come le farfalle. Il suo corpo era rimasto letteralmente privo di pelle e i medici tedeschi lo avevano ricoperto di bende. Hassan sembrava una cariatide. Grazie ai medici italiani, oggi il bimbo sorride e gioca come tutti i suoi coetanei. Forse Hassan non dimenticherà mai i tempi bui, i tempi della grave malattia, l’epidermolisi bollosa, provocata da un gene difettoso. Il ragazzino era stato ricoverato in un ospedale di Bochum, in Germania, poco dopo la fuga dalla Siria. La pelle del minorenne aveva iniziato a sfaldarsi come le ali delle farfalle.

Non esistevano cure

‘Quando Hassan aveva una settimana, i medici in Siria ci avevano comunicato la diagnosi. Avevano aggiunto che non esistevano cure’, ha spiegato il padre di Hassan.

L’80% del corpo del bimbo, 2 anni fa, era senza pelle. Hassan sentiva tanto dolore e febbre; i medici lo sedavano per non fargli sentire dolore. In Germania non si sapeva come fare. A un certo punto, sono entrati in gioco Michele De Luca e Graziella Pellegrini, esperti del Centro di Medicina Rigenerativa dell’università di Modena e Reggio Emilia. I due si erano recati in Germania.

Grazie a due tecniche pionieristiche, basate sulle cellule staminali e sulla terapia genica, i ricercatori italiani hanno ricostruito la pelle del bimbo ‘farfalla’. Ovviamente una pelle con il gene rettificato.

‘Noi ci siamo sentiti di provare. Da quel momento, per tre mesi, tutti qui al Centro abbiamo lavorato a testa bassa per quell’unico scopo’, ha spiegato De Luca, aggiungendo poi: ‘Quando, all’ottavo giorno, siamo tornati a Bochum per togliere le bende, ci siamo accorti che l’epidermide aveva attecchito. Non piccoli frammenti qua e là. Tutto il trapianto stava funzionando. E’ stata un’emozione’.

Oltre 7 mesi in ospedale

Tra interventi, febbre, malanni e dolore, il piccolo Hassan aveva passato oltre 7 mesi in ospedale ma grazie all’Italia si è salvato. Eppure qualcuno lo aveva dato per spacciato.

Il papà di Hassan è felicissimo: ‘Mi sembra un sogno. Sapevamo che si trattava di una cura nuova, sperimentale, ma dovevamo tentare il tutto per tutto. La cosa più brutta era dover rispondere alle sue domande. Perché ho questa malattia? Perché devo fare questa vita? Ora gioca, è attivo, ama la vita. Non come prima’.

Lo studioso De Luca, ideatore della portentosa tecnica, ha dichiarato: ‘Nella ricostruzione dell’epidermide con le staminali per gli ustionati abbiamo 30 anni di esperienza. Anche a distanza di tempo, in genere non ci sono problemi. Prima del bambino avevamo trattato altri due pazienti, ma con superfici di epidermide molto ridotte. Gli interventi erano andati bene, ma non avevano inciso molto sulla qualità di vita. Ora siamo pronti per tentare nuove sperimentazioni. Nel caso di Hassan sapevamo che il difetto riguardava un gene chiamato Lamb3. Per altre forme della malattia ci muoveremmo su un terreno più incerto, ma siamo pronti a provare’.

La malattia che aveva colpito il piccolo Hassan affligge 500.000 persone in tutto il mondo. Quasi la metà dei pazienti muore prima dell’adolescenza.

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