Cos’è la dislessia? Gli esperti del ‘Bambino Gesù’ rispondono a docenti e famiglie

By | 5 ottobre 2017

Dislessia: cos'è? Rispondono gli esperti del 'Bambino Gesù'Si sente più spesso parlare di bimbi dislessici e dislessia. Non tutti, però, sanno di cosa si tratta e, in queste ore, alcuni esperti dell’ospedale pediatrico ‘Bambino Gesù’ di Roma si mettono a servizio di docenti e famiglie per fare chiarezza. La dislessia è un disturbo dell’apprendimento che riguarda il 3% dei bimbi italiani in età scolare. E’ proprio grazie alla scuola che gran parte dei genitori si rende conto del disturbo di cui soffrono i piccoli. In occasione della Settimana nazionale della dislessia, l’ospedale pediatrico ‘Bambino Gesù’ di Roma ha voluto mettersi a disposizione delle famiglie e degli insegnanti, fornendo risposte alle mille domande che vengono in mente riguardo al suddetto disturbo dell’apprendimento. A partire dalle 16 di oggi, 5 ottobre 2017, le psicologhe Floriana Costanzo e Deny Menghini forniranno informazioni sulla pagina Facebook del nosocomio (facebook.com/ospedalebambinogesu). Sul sito, comunque, ci sono già le risposte alle 5 più comuni domande sulla dislessia. Viene spiegato, ad esempio, cos’è tale disturbo. Quando si parla di dislessia si fa riferimento a un disturbo dello sviluppo di origine neurobiologica che pregiudica in maniera, più o meno, rilevante la lettura. In soldoni, un bimbo dislessico legge male e lentamente.

Dislessia: quando viene diagnosticata?

La dislessia viene solitamente diagnosticata dopo la seconda elementare, anche se spesso le avvisaglie si presentano a 4 o 5 anni. In tal caso bisogna intervenire subito. Il tipico sintomo del disturbo è la difficoltà a leggere e scrivere. Nei più piccoli, la dislessia si presenta anche sotto forma di incapacità a ricordare filastrocche, incapacità di ricordare le parole, difficoltà a disegnare cose, persone e animali e scarsa manualità.

Molti ritengono, erroneamente, i bimbi dislessici soggetti poco intelligenti. In realtà il disturbo riguarda la scrittura, la lettura e il calcolo, lasciando inalterate le altre funzioni intellettive. Chi è dislessico, insomma, ha problemi a leggere e scrivere in modo spedito.

Sebbene la dislessia riguardi circa il 3-4% della popolazione scolastica, è un disturbo non molto conosciuto dalle famiglie. Per questo, da qualche anno, gli esperti italiani hanno promosso varie iniziative per spiegare bene il disturbo. Adesso si sono messi in gioco anche gli psicologi dell’ospedale pediatrico ‘Bambino Gesù’ di Roma.

Lentezza nella lettura e scrittura

Le famiglie devono capire che la dislessia non è dovuta a deficit d’intelligenza o problemi ambientali e psicologici. Il piccolo dislessico sa leggere e scrivere ma, rispetto ai coetanei, lo fa più lentamente e con un grosso dispendio di energie.

Generalmente, i problemi nella lettura si associano a quelli nella scrittura. I bimbi dislessici, comunque, sono molto energici e fantasiosi. Capita spesso, inoltre, che i problemi nella scrittura e nella lettura siano associati a quelli di apprendimento. In sintesi, i bimbi dislessici frequentemente non riescono a comprendere il significato di quello che leggono; non solo: possono avere difficoltà ad esprimere quello che pensano.

La dislessia va gestita dagli adulti, in primis genitori e docenti, nel modo migliore perché è elevato il rischio che i minori finiscano per avere una scarsa autostima.

Se un bimbo, durante il primo anno della scuola primaria di primo grado, presenta qualche sintomo della dislessia è necessario portarlo da uno specialista in modo da ottenere una diagnosi accurata. In ogni regione ci sono centri che effettuano diagnosi gratuite: per conoscerle basta contattare l’Associazione Italia Dislessia.

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