Figlia di Demi Moore si vendica dei bulli con un selfie in bikini

By | 29 dicembre 2017

Tallulah Willis selfie Demi MooreMolti ragazzi e ragazzini soffrono di disturbi a carattere psicologico, più o meno gravi. I figli delle star non sono immuni da tali malesseri, anzi, anche se sembra strano, sono tra i più colpiti. La figlia di Demi Moore, celebre attrice americana, ha sofferto per molto tempo di dismorfofobia, ovvero l’ossessione per un difetto fisico inesistente. Per questa fobia, Tallulah Willis era arrivata a pesare 43 chili. Tutti le dicevano che era brutta e che era impossibile che fosse figlia di attori così belli e famosi.

Un’adolescenza agitata per Tallulah Willis

Non ha vissuto un’adolescenza serena ma adesso è tutto passato. Tallulah Willis, figlia degli attori Bruce Willis e Demi Moore è stata vittima delle offese gratuite, delle parole al vetriolo di tante persone.

Quando aveva 13 anni, Tallulah doveva sopportare le sgarberie di persone che le facevano notare i suoi difetti. Imperfezioni, in realtà, inesistenti. C’era chi le diceva che era troppo grassa e chi insinuava un suo probabile flop nel mondo del cinema e dello spettacolo. La dismorfofobia aveva preso il sopravvento.

Sono lontani i tempi dell’ansia e della tristezza. Oggi Tallulah ha 23 anni ed è una ragazza in pace con se stessa e con gli altri. Lo dimostra anche il selfie che, recentemente ha postato sul web.

L’autoscatto ritrae la Willis in bikini. La sua forma fisica è impeccabile.

Commenti di consenso

La figlia di Demi Moore ha voluto vendicarsi con tutti i bulli e le persone che l’hanno sempre offesa verbalmente.

Dopo aver pubblicato una foto che la mostra con le due sorelle maggiori, Tallulah ha pubblicato un selfie ‘solitario’, che mostra solo lei, in bikini. Lo scatto è corredato dalle seguenti parole: “Dedicato a chiunque mi abbia chiamato ‘brutta’ quando avevo 13 anni”.

Lo scatto della Willis è diventato virale ed ha ricevuto molti commenti di apprezzamento. Chiose di persone che, come lei, hanno vissuto un’adolescenza inquieta e problematica.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.